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Tripudio di colori e profumi nel centro storico di Viterbo è sbocciato “San Pellegrino in fiore”

VITERBO – Un tripudio di colori e profumi nel cuore medievale di Viterbo dove si è aperto ed è tornato a sbocciare questa mattina il “San Pellegrino in Fiore”. Il taglio del nastro “floreale” ha dato il via ufficiale all’evento, alla presenza delle massime autorità cittadine e provinciali: la sindaca Chiara Frontini, il presidente della Provincia Alessandro Romoli, il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Daniele Sabatini, il presidente della Camera di Commercio Domenico Merlani e il pro rettore dell’Università della Tuscia Alvaro Marucci.

Fin dalle prime ore del mattino, numerosa l’affluenza per le vie del quartiere medievale. L’edizione di quest’anno, che sarà visitabile fino al 4 maggio, si presenta imponente, con oltre 6mila piante tra fiori, alberi e arbusti, adagiate su 60 metri cubi di terreno e arricchite da mille metri quadrati di prato, che ridisegnano temporaneamente piazze e vicoli storici.

A guidare nel primo giro del percorso l’architetto Lorenzo Porciani, ideatore del progetto, che ha illustrato le diverse installazioni. Si parte da piazza del Gesù, dove un giardino all’italiana è stato rivisitato in chiave moderna, con quattro grandi specchi attorno alla fontana a simboleggiare l’acqua. Il fulcro della manifestazione è piazza della Morte, dominata da una scenografica cupola composta da dieci archi, un chiaro riferimento architettonico a quelli del vicino al palazzo Papale, sulla quale si inerpicano piante rampicanti.

Utilizzati fiori di campo, perché i pellegrini non camminano tra i tulipani”. La stessa piazza ospita anche il mercato florovivaistico “Verdi e contenti”, curato da Chiara Brunori. “Abbiamo scelto produttori di alta qualità, con produzioni interne ai vivai, e allestito il mercato in modo da non impattare sull’architettura storica della piazza”, commenta Brunori.

L’itinerario floreale tocca poi piazza San Carluccio, dove l’allestimento vuole rappresentare l’essenza della Tuscia, con richiami ai suoi laghi e boschi attraverso l’uso di vegetazione tipica degli ambienti lacustri.