Export della Tuscia raddoppiato in dieci anni verso i tradizionali acquirenti. I dati dell’Istat nel primo trimestre
VITERBO – Buone notizie per l’Export italiano i dati arrivano dall’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) che ha diffuso nei giorni scorsi i risultati di una ricerca. I dati relativi alle esportazioni del nostro Paese, più precisamente l’andamento nel primo trimestre del 2025 (gennaio-marzo), hanno stimato una crescita congiunturale delle esportazioni per tutte le ripartizioni territoriali: +9,8% per il Sud e Isole, +5,4% per il Centro, +2,8% per il Nord-est e +1,4% per il Nord-ovest. Nello stesso periodo, la crescita tendenziale dell’export nazionale in valore (+3,2%) è sintesi di dinamiche territoriali differenziate: le vendite all’estero aumentano per il Centro (+7,9%) e il Nord-est (+1,6%), sono pressoché stazionarie per il Nord-ovest (-0,2%), mentre flettono per le Isole (-9,7%) e il Sud (-2,2%). Nel primo trimestre del 2025, le regioni italiane che registrano gli incrementi tendenziali più marcati dell’export in valore sono: Friuli-Venezia Giulia (+26,1%), Lazio (+16,9%), Valle d’Aosta (+11,8%) e Toscana (+8,2%). All’opposto, le flessioni tendenziali più ampie delle esportazioni riguardano Sardegna (-16,8%), Marche (-11,6%), Basilicata (-10,4%), Molise (-9,2%) e Puglia (-8,4%).
Vediamo come è andata per la Tuscia. Il trend dell’Export della Tuscia risulta estremamente positivo che, nel giro di dieci anni, ha visto raddoppiare le esportazioni verso Francia, Germania e Corea del Sud i principali acquirenti. Nell’analisi provinciale dell’export, i grafici elaborati dall’Istat mettono in luce una netta differenza relativa alla Tuscia se si guarda alle variazioni percentuali e al contributo alla variazione dell’export nazionale. Nel primo caso la provincia di Viterbo ha registrato un decremento compreso tra gli 1,1 e gli 8,4 punti percentuali, risultando quella più in difficoltà nell’intero Lazio (insieme a Rieti). Nella seconda situazione, invece, il dato è positivo (tra lo 0 e lo 0,02%), ma ancora una volta inferiore rispetto al resto delle province laziali e “in vantaggio” solamente rispetto al Reatino.
Nei primi tre mesi del 2025, l’aumento delle vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Toscana, Lazio, Lombardia, Campania e Abruzzo spiega per 2,6 punti percentuali la crescita su base annua dell’export nazionale; un ulteriore contributo positivo di 1,5 punti percentuali deriva dalle maggiori vendite di mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi, da Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Sicilia. Per contro, le minori vendite di coke e prodotti petroliferi raffinati da Sicilia e Sardegna e di autoveicoli da Piemonte, Campania e Abruzzo forniscono un contributo negativo alla dinamica tendenziale dell’export, pari a -1,3 punti percentuali.



