Crisi nocciola nella Tuscia, avviato iter per calamità naturale
“Nel corso della riunione, incentrata sull’ormai nota problematica legata ai fenomeni del marciume bruno, della cascola e della cimice asiatica che stanno causando la necrosi di diverse piantagioni – ha spiegato Zelli -, abbiamo avuto modo di quantificare i danni alle produzioni per un totale di 160 milioni di euro, con un’incidenza del 70-80%, in alcune zone addirittura del 100%. Data la situazione di serio disagio che sta affliggendo il comparto corilicolo, in particolare quello viterbese che notoriamente traina il settore a livello regionale, la Regione ha deciso di intraprendere congiuntamente alle regioni Piemonte e Campania la strada del ricorso in deroga allo stato di calamità naturale. Questo percorso, che necessita del via libera da parte del Ministero dell’Agricoltura, consentirebbe di ottenere delle specifiche vie di finanziamento come aiuti e risarcimenti alle aziende agricole danneggiate. Inoltre, l’assessorato all’Agricoltura, su indicazione dell’assessore Righini ha prodotto una piattaforma per poter quantificare e poi ripartire quelle che saranno le risorse da destinare aziende e fare uno studio approfondito sulle problematiche del marciume bruno, della cimice asiatica e della cascola. Nell’ultimo collegato di bilancio – prosegue Zelli -, a tal proposito, con un emendamento a mia firma sono stati destinati 30mila euro per uno studio che sarà condotto in sinergia da Unitus e Arsial direttamente sulle piante per analizzare scientificamente il fenomeno e trovare le giuste contromisure. Attualmente, una delle soluzioni è quella di puntare ad un ringiovanimento delle coltivazioni, essendo le piante più vecchie quelle più vulnerabili alla necrosi”.



