Una rete di truffatori di anziani entrata in azione anche a Viterbo, smantellata dalla polizia
VITERBO – Una donna 89enne della provincia è stata raggirata da due finti carabinieri. La polizia stradale ha arrestato sei persone e denunciate altre quattro.
La polizia è riuscita a smantellare una rete di truffatori specializzata nel raggirare anziani in diverse province d’Italia, tra cui Viterbo. Le vittime, tutte ultraottantenni, risiedono, oltre che nella Tuscia, anche ad Ascoli Piceno, Savona, Rieti e Fermo. I numerosi colpi, dunque, sono stati messi a segno tra Lazio, Marche e Liguria. Un’operazione lampo della polizia stradale di Cassino, in provincia di Frosinone, ha portato all’arresto, in soli quindici giorni, di sei persone mentre altre quattro sono state denunciate.
L’episodio che riguarda la provincia di Viterbo risale al 22 settembre, quando gli agenti hanno fermato un’auto sospetta con a bordo due uomini: un italiano e un cittadino marocchino. Nel veicolo sono stati trovati diversi gioielli risultati essere refurtiva, provenienti da una truffa ai danni di un’anziana di 89 anni. I due malviventi si erano finti carabinieri, raccontando alla donna che la figlia era stata arrestata e che per “aiutarla” doveva consegnare oro e soldi.
Le modalità delle truffe erano sempre simili, subdole e ingegnose. Finte forze dell’ordine convincevano gli anziani a consegnare denaro e gioielli con la scusa di “aiutare” figli o nipoti finiti nei guai. In un caso, una donna ha consegnato ben 90mila euro in contanti, somma poi recuperata grazie all’intervento tempestivo della stradale: le era stato fatto credere che c’era una raccomandata urgente da pagare alla Guardia di finanza per evitare l’arresto del nipote. In un altro caso una signora è stata contattata di notte da sedicenti forze dell’ordine che segnalavano furti nella sua zona e la invitavano a mettere al sicuro beni di valore, consegnandoli a un carabiniere che sarebbe passato a ritirarli.
Le indagini sono nate sia dalle segnalazioni dei cittadini che avevano notato auto sospette nei pressi delle abitazioni di persone anziane, mentre in altri casi gli agenti hanno agito di propria iniziativa individuando veicoli in transito riconducibili ai truffatori.



