Un dato che riguarda anche la Tuscia: peso, sedentarietà e salute metabolica
Nei mesi scorsi, in occasione della Giornata mondiale dell’Obesità, l’Istituto Superiore di Sanità ha rilanciato i numeri dell’ultima pubblicazione UNICEF “Il peso è giusto?”: nel 2023, in Italia il 28,8% dei bambini tra 8 e 9 anni risultava in sovrappeso o con obesità. È un’informazione che va letta senza allarmismi, ma con realismo, perché i fattori che pesano sul benessere dei più piccoli sono spesso gli stessi che, con il passare degli anni, aumentano il rischio di problemi metabolici negli adulti: poca attività fisica, tante ore seduti, alimentazione sbilanciata, sonno irregolare.
In inverno, nella provincia di Viterbo, queste dinamiche si amplificano. Le giornate sono più corte, si esce meno, si passa più tempo in auto o al chiuso, e il periodo tra dicembre ed Epifania porta con sé tradizioni conviviali che, se diventano la norma per settimane, possono lasciare strascichi su energia, digestione e valori ematici. Il punto non è “rinunciare” alla tavola della Tuscia, ma riconoscere che il corpo, dopo un po’, chiede il conto, spesso in modo silenzioso.
Il fegato non fa rumore, ma registra tutto: dal “fegato grasso” alla nuova sigla MASLD
Tra gli organi che soffrono di più quando metabolismo e stile di vita perdono equilibrio c’è il fegato. Non a caso, negli ultimi anni anche il linguaggio medico è cambiato: la vecchia definizione NAFLD è stata sostituita da MASLD, “metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease”, per sottolineare il legame con i fattori cardiometabolici e rendere la terminologia meno fuorviante.
La parte insidiosa è che la steatosi epatica, soprattutto agli inizi, può non dare sintomi evidenti. A volte si scopre per caso, con esami del sangue alterati o con un controllo eseguito per tutt’altro motivo. Ed è qui che diventa utile la diagnostica “semplice”, come l’ecografia, perché consente di valutare più organi senza procedure invasive. Quando il medico lo suggerisce, molte persone preferiscono organizzarsi rapidamente, ad esempio tramite Elty, un portale sul quale prenotare visite mediche ed esami, anche prenotando online una ecografia addome completo, così da chiarire in tempi ragionevoli se dietro a un disturbo persistente o a valori fuori range c’è qualcosa da approfondire.
Cos’è davvero un’ecografia addome completo e perché è spesso il primo passo
L’ecografia dell’addome utilizza onde sonore per creare immagini degli organi interni ed è considerata un esame sicuro, non invasivo e senza radiazioni ionizzanti. Proprio per queste caratteristiche viene spesso scelta come primo approfondimento quando ci sono dolori addominali, gonfiore, alterazioni di alcuni esami del sangue o sospetti clinici da verificare.
Un’ecografia addominale può valutare fegato, colecisti e vie biliari, pancreas, milza, reni e anche l’aorta addominale, oltre ad aiutare a individuare condizioni come calcoli renali, calcoli della colecisti, ingrossamenti d’organo o, in alcuni casi, segni compatibili con steatosi epatica. È importante però un concetto: l’esame “non sostituisce” la visita, la completa. Il valore sta nel contesto, cioè nel collegare sintomi, anamnesi, esame obiettivo e immagini, evitando interpretazioni isolate che creano solo ansia e confusione.
Inverno, alimentazione e dolori addominali: quando un sintomo è solo un fastidio e quando no
Nella stagione fredda capita più spesso di accusare pesantezza, digestione lenta, acidità e dolori addominali “a fasi”. Tra cene più abbondanti, minore movimento e orari sballati, è facile che lo stomaco si faccia sentire. Ma non tutto è banale, e la differenza la fa l’andamento: un dolore che torna sempre nello stesso modo, che si intensifica, o che si associa a nausea importante, vomito ripetuto, febbre o ittero, merita una valutazione clinica.
Molti disturbi, inoltre, non nascono dallo stomaco: i calcoli biliari possono dare dolore nella parte alta dell’addome, spesso dopo pasti ricchi, mentre i calcoli renali possono presentarsi come dolore laterale che “scende” e non lascia posizione di sollievo. In questi casi, una diagnosi corretta evita settimane di tentativi inutili, e un’ecografia può essere un passaggio utile quando indicato, anche perché consente di orientare rapidamente i passi successivi, dal consulto specialistico alle eventuali terapie.
Prevenzione nella Tuscia: tradizione a tavola, equilibrio nel quotidiano
Parlare di salute metabolica a Viterbo non significa mettersi contro la tradizione, anzi. La Tuscia ha una cultura alimentare che può essere molto favorevole al benessere, se vissuta nel suo spirito originario: porzioni ragionevoli, qualità degli ingredienti, più legumi e verdure, olio buono, stagionalità. Il problema nasce quando per settimane prevalgono eccessi, sedentarietà e sonno poco regolare, perché il corpo inizia a sommare “carichi” che si riflettono su glicemia, trigliceridi, pressione e anche sul deposito di grasso a livello epatico.
Qui la prevenzione è concreta: non servono estremi, serve continuità. Riprendere camminate anche brevi, soprattutto dopo i pasti, ridurre l’alcol nelle settimane successive alle feste, curare l’idratazione anche quando non si avverte sete, sono scelte piccole che, sommate, cambiano davvero i parametri nel tempo. E quando emergono segnali o fattori di rischio, l’approccio più efficace è parlarne presto con un medico, invece di aspettare che un disturbo “decida” al posto nostro.
Una provincia che invecchia: controlli più regolari, meno improvvisazione
Un altro elemento che rende il tema ancora più attuale nella zona è il profilo demografico: secondo una lettura basata su dati ISTAT riportata dalla stampa locale, nella Tuscia la percentuale di over 65 è cresciuta fino a superare un quarto della popolazione. Con l’età aumentano la probabilità di condizioni metaboliche, di calcoli, di problematiche vascolari e, più in generale, la necessità di controlli programmati.
In questa fase della vita, spesso la differenza non la fa “l’esame in più”, ma il tempismo e l’organizzazione: ascoltare un sintomo che insiste, fare gli accertamenti giusti, non rimandare per mesi perché manca il tempo. È qui che il digitale può diventare un alleato pratico, senza trasformare la salute in una corsa: Elty, ad esempio, viene usato come portale per prenotare visite mediche ed esami sul territorio, utile quando si vuole mettere ordine tra disponibilità, specialisti e appuntamenti. L’obiettivo resta sempre lo stesso, in inverno come nel resto dell’anno: passare da dubbi e rinvii a decisioni informate, che proteggano davvero salute e qualità della vita.



