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Il sushi, nuova tendenza nelle preferenze alimentari degli italiani. Viterbo batte tutte le città di Lazio e Umbria con numeri da primato

VITERBO – Sushi una moda e una nuova scelta nei gusti alimentari degli italiani, che coinvolge adulti e più giovani. Numeri di preferenze che negli ultimi tempi sono aumentati progressivamente nel nostro Paese. Ci sono città che detengono il primato soprattutto nella Tuscia. Viterbo è una di queste e batte tutte, anche le città più grandi. Il capoluogo della Tuscia si conferma la “capitale” del pesce crudo nel centro Italia. Rapportando il numero di attività alla popolazione residente, emerge un quadro sorprendente. La densità di ristoranti di sushi a Viterbo, infatti, è superiore a quella di Perugia, Terni e di tutte le altre province del Lazio.

Se si contano esclusivamente i ristoranti “puri” con servizio al tavolo, eliminando i corner dei supermercati e i bar, a Viterbo risultano attivi 16 locali. Rapportando questo numero ai 66mila abitanti della città, il risultato è da record: esiste un ristorante specializzato ogni 4mila 125 residenti. Una concentrazione che non ha eguali nelle realtà limitrofe e che spiega l’incredibile affollamento che si registra ogni sera nelle zone calde della città. Il confronto più clamoroso è quello con Perugia. Il capoluogo umbro conta, tra ristoranti e asporti, 24 attività specializzate. Sebbene il numero assoluto sia più alto di quello viterbese, Perugia con oltre 162mila abitanti c’è un punto sushi ogni 6mila 750 persone, mentre a Viterbo la densità è quasi il doppio. In pratica, il mercato viterbese è incredibilmente più saturo e competitivo rispetto a quello di una città molto più vasta e universitaria.

Guardando i dati sulle province confinanti, il primato viterbese non vacilla. Terni, con 106mila abitanti, si ferma a 14 attività tra sale e take-away (una ogni 7mila 500 persone circa). Rieti segue con 8 locali per 45mila abitanti (uno ogni 5mila 600). In entrambi i casi, il rapporto tra residenti e bacchette è molto più basso rispetto a quello della Tuscia, confermando che a Viterbo l’offerta ha superato ogni aspettativa. Latina e Frosinone, nel Lazio meridionale i numeri restano lontani dai livelli viterbesi. Latina conta 18 attività per 127mila abitanti (una ogni 7mila residenti), mentre Frosinone si ferma a 10 per 44mila abitanti (una ogni 4mila 400). Proprio Frosinone è l’unica a sfiorare i dati viterbesi, ma il capoluogo della Tuscia resta comunque in vetta alla classifica regionale per “affollamento” di insegne dedicate al pesce crudo.