La Tuscia conferma i dati nazionali, sempre meno nascite
VITERBO – La Tuscia segue il trend nazionale in fatto di nascite. Il bilancio Istat dei primi undici mesi del 2025 conferma il record negativo di natalità, compensato solo dai nuovi residenti dall’estero.
I dati provvisori pubblicati dall’Istat sulla provincia di Viterbo, relativi ai primi undici mesi del 2025, descrivono un territorio caratterizzato da uno squilibrio tra nascite e decessi, compensato dai flussi migratori. Nonostante un saldo naturale negativo, con i morti che superano regolarmente i nuovi nati, la popolazione complessiva della Tuscia ha registrato un incremento, passando dalle 307mila 405 unità di inizio gennaio alle 307mila 849 rilevate a fine novembre.
Le statistiche ufficiali dell’istituto nazionale di statistica indicano una situazione difficile per quanto riguarda la natalità. In nessuno dei mesi presi in esame il numero dei nati vivi è riuscito a pareggiare quello dei decessi. Il picco negativo si è toccato a gennaio, con un saldo naturale di -234 unità, mentre il mese con il numero più alto di nascite è stato agosto, con 139 nuovi nati. La differenza tra chi nasce e chi muore resta una delle criticità principali per la tenuta del territorio.
La crescita della popolazione totale è trainata dal saldo migratorio, in particolare quello con l’estero. Mentre il movimento interno tra comuni ha vissuto fasi alterne, con un saldo negativo registrato nel mese di settembre, l’apporto dei cittadini provenienti da altri paesi è stato costante. Ottobre è risultato il mese con il maggiore incremento migratorio, grazie a 302 nuovi iscritti dall’estero che hanno permesso di bilanciare la perdita naturale di quel periodo.
Analizzando i dati per sesso, emerge come la componente maschile abbia trainato quasi interamente l’aumento della popolazione nel 2025. Gli uomini sono passati dai 151mila 728 di inizio gennaio ai 152mila 293 di fine novembre, con un incremento netto di 565 unità. Al contrario, la popolazione femminile ha subito una flessione, passando dalle 155mila 677 unità iniziali alle 155mila 556 rilevate a novembre, perdendo complessivamente 121 residenti. Questi numeri restano comunque soggetti a validazione finale in attesa del bilancio definitivo dell’anno.
Un dettaglio rilevante riguarda i movimenti dei residenti tra i vari comuni della provincia e il resto d’Italia. Dopo mesi di crescita costante, il mese di settembre ha fatto registrare un’inversione di tendenza con un saldo migratorio interno negativo di 70 unità, dovuto a un aumento delle cancellazioni anagrafiche. Questa fluttuazione è stata però riassorbita negli ultimi due mesi dell’anno, quando il bilancio tra iscritti e cancellati è tornato in attivo, contribuendo a mantenere il segno più sulla popolazione totale della Tuscia.


