Carovita, Viterbo seconda nel Lazio: aumento di spesa ac395 euro per famiglia
VITERBO – Rincari record nei primi mesi del 2026: pesa spesa, ristorazione e affitti. L’analisi dell’Unione nazionale consumatori tra i costi per le famiglie nella Tuscia e il confronto con le altre province della regione
Viterbo si conferma una delle città del Lazio dove l’aumento dei prezzi pesa di più sulle tasche dei residenti. Secondo le ultime rilevazioni dell’Unione nazionale consumatori, la spesa media annua per una famiglia tipo nel capoluogo della Tuscia è cresciuta in modo significativi.
L’inflazione a Viterbo si è attestata al +1,7%, un dato che tradotto in termini monetari significa un esborso supplementare di circa 395 euro all’anno per ogni nucleo familiare. Anche se la cifra resta lontana dalle stangate record di oltre 1100 euro che colpiscono città come Milano o Belluno, il capoluogo della Tuscia si posiziona comunque nella parte alta della classifica nazionale, occupando il 45esimo posto su 107 province monitorate.
Carovita: Viterbo seconda nel Lazio
Nel panorama regionale la situazione vede Viterbo posizionarsi immediatamente dietro Roma per quanto riguarda l’incremento della spesa annuale. Se nella capitale l’aggravio medio è di 452 euro, il capoluogo viterbese segue con i suoi 395 euro, superando il dato di Frosinone che euro. Al momento Latina e Rieti restano invece le realtà del Lazio dove la variazione dei prezzi è più contenuta, risultando le province meno colpite dagli aumenti per i cittadini.
Il peso della spesa e dei servizi
Le uscite quotidiane risentono in modo particolare dei rincari che colpiscono i beni di prima necessità e il tempo libero. Il comparto che comprende gli alimentari e i prodotti per l’igiene della casa ha subito un incremento del +2,2%, ma è nel settore della ristorazione e delle strutture ricettive che si registra la variazione più netta con un aumento del +4,9% rispetto allo scorso anno. Queste cifre confermano come la pressione economica sia diventata una voce sempre più pesante nei bilanci mensili.
L’impatto su affitti e canone Un’ulteriore spesa riguarda le locazioni e gli adeguamenti contrattuali legati all’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), che a febbraio 2026 ha segnato un incremento mensile dello 0,7%. Per chi deve rinnovare il canone d’affitto in questo periodo la rivalutazione annua si attesta sull’1,1%, un aumento che va a sommarsi ai rincari già presenti e che contribuisce a ridurre ulteriormente il potere d’acquisto locale.



