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Tanti turisti a Viterbo per il weekend di Pasqua, ma la spesa frena: soggiorni mordi e fuggi con bassi pernottamenti

VITERBO – Le attività locali segnalano flussi positivi a tavola, mentre calano le prenotazioni alberghiere secondo i dati Confesercenti.

Tanta voglia di godersi il primo sole quasi estivo tra i vicoli del quartiere medievale. Viterbo ha risposto presente all’appuntamento con la Pasqua e la Pasquetta, con un buon afflusso di turisti nelle sue piazze storiche. Da San Pellegrino al colle del Duomo, passando per piazza del Plebiscito, il colpo d’occhio è stato buono, specialmente nelle mattinate dei due giorni festivi, quando i gruppi di turisti e le famiglie hanno iniziato a popolare il cuore della città.

Le attività del centro storico, tra bar e ristorazione, tracciano un bilancio che pende verso l’ottimismo, pur con le dovute cautele. I ristoranti hanno lavorato a pieno regime soprattutto durante i pranzi, mentre i bar hanno visto il picco di lavoro nel primo pomeriggio, quando la folla si è spostata dai tavoli alle passeggiate digestive. È un turismo fatto di gruppi organizzati ma anche di molte persone che hanno scelto la città dei papi per una gita fuori porta, approfittando di un meteo che ha regalato temperature ben oltre la media stagionale, rendendo piacevole ogni sosta all’aperto.

I dati nazionali e il rallentamento della Tuscia. Ma, grattando sotto la superficie, i numeri raccontano una realtà più complessa e meno brillante del previsto. Secondo l’ultima analisi del centro studi turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, il comparto sta vivendo un momento di chiaroscuro. A livello nazionale le presenze sono stimate in circa 14 milioni, con un lieve calo dell’1,3% rispetto all’anno scorso. In questo scenario la provincia di Viterbo mostra qualche segnale di stanchezza, con prenotazioni che in molti casi sono rimaste sotto le aspettative iniziali, segnando una contrazione rispetto ai dati del 2025.

La prudenza dei viaggiatori è data prevalentemente dal peso dei ai trasporti che stanno pesando sulle scelte finali dei visitatori. Questo fattore incide direttamente su un territorio come quello viterbese, che vive in gran parte di un turismo di prossimità che oggi sta cambiando pelle. Il mutamento più evidente riguarda infatti le abitudini di chi viaggia, con un netto aumento delle escursioni giornaliere a discapito dei soggiorni prolungati.

Un’accoglienza pronta per le sfide future. Il risultato di questa tendenza è un impatto economico complessivo più contenuto per le imprese ricettive e del terziario, dato che la spesa media pro capite tende inevitabilmente a scendere quando il viaggio si esaurisce nell’arco di poche ore. Nonostante ciò, la Tuscia resta una calamita per chi cerca borghi storici, terme e natura. Tanti turisti a Viterbo per il weekend di Pasqua, ma la spesa frena: “Soggiorni mordi e fuggi con bassi pernottamenti”.

Le attività locali segnalano flussi positivi a tavola, mentre calano le prenotazioni alberghiere secondo i dati Confesercenti.

Tanta voglia di godersi il primo sole quasi estivo tra i vicoli del quartiere medievale. Viterbo ha risposto presente all’appuntamento con la Pasqua e la Pasquetta, con un buon afflusso di turisti nelle sue piazze storiche. Da San Pellegrino al colle del Duomo, passando per piazza del Plebiscito, il colpo d’occhio è stato buono, specialmente nelle mattinate dei due giorni festivi, quando i gruppi di turisti e le famiglie hanno iniziato a popolare il cuore della città.

Le attività del centro storico, tra bar e ristorazione, tracciano un bilancio che pende verso l’ottimismo, pur con le dovute cautele. I ristoranti hanno lavorato a pieno regime soprattutto durante i pranzi, mentre i bar hanno visto il picco di lavoro nel primo pomeriggio, quando la folla si è spostata dai tavoli alle passeggiate digestive. È un turismo fatto di gruppi organizzati ma anche di molte persone che hanno scelto la città dei papi per una gita fuori porta, approfittando di un meteo che ha regalato temperature ben oltre la media stagionale, rendendo piacevole ogni sosta all’aperto.

Grattando sotto la superficie, i numeri raccontano una realtà più complessa e meno brillante del previsto. Secondo l’ultima analisi del centro studi turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, il comparto sta vivendo un momento di chiaroscuro. A livello nazionale le presenze sono stimate in circa 14 milioni, con un lieve calo dell’1,3% rispetto all’anno scorso. In questo scenario la provincia di Viterbo mostra qualche segnale di stanchezza, con prenotazioni che in molti casi sono rimaste sotto le aspettative iniziali, segnando una contrazione rispetto ai dati del 2025.

La prudenza dei viaggiatori e il peso dei rincari. Aumento dei costi legati al carburante e ai trasporti stanno pesando sulle scelte finali dei visitatori. Questo fattore incide direttamente su un territorio come quello viterbese, che vive in gran parte di un turismo di prossimità che oggi sta cambiando pelle. Il mutamento più evidente riguarda infatti le abitudini di chi viaggia, con un netto aumento delle escursioni giornaliere a discapito dei soggiorni prolungati.

Il risultato di questa tendenza è un impatto economico complessivo più contenuto per le imprese ricettive e del terziario, dato che la spesa media pro capite tende inevitabilmente a scendere quando il viaggio si esaurisce nell’arco di poche ore. Nonostante ciò, resta una calamita per chi cerca borghi storici, terme e natura.