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Accoglienza migranti, 3,6 milioni di euro dal Ministero dell’Interno per il Sai di Viterbo

VITERBO – Il ministero dell’interno ha confermato il finanziamento destinato a Palazzo dei Priori per la gestione di 86 nuclei familiari. Nel frattempo in corso il bando per l’azienda che gestirà il servizio nel prossimo triennio.

Accoglienza migranti a Viterbo, per il Comune 3,6 milioni di euro dal governo per proseguire con il Sistema accoglienza integrazione (Sai) per il prossimo triennio. L’ultima conferma formale è arrivata con il via libera alla prosecuzione del progetto per il triennio 2026-2028, arrivato a luglio 2025, un passaggio che garantisce la stabilità dei servizi rivolti a chi arriva sul territorio in cerca di protezione. Si tratta di un modello che non si limita a offrire un tetto, ma punta a costruire percorsi di autonomia reale per i beneficiari.

Nel dettaglio le cifre che muovono questa macchina organizzativa, il decreto firmato dal ministero dell’interno mette sul piatto una somma considerevole. Per ogni singola annualità del prossimo triennio, nelle casse comunali arriveranno un milione e 230mila euro. Questo significa che, complessivamente, l’ente potrà contare su circa 3,6 milioni di euro di fondi statali. La quota di accoglienza prevista riguarda nello specifico 83 adulti, facenti parte di nuclei familiari che possono includere anche genitori single con figli a carico. Questi fondi sono vincolati alla realizzazione di interventi che vanno dalla tutela legale all’inclusione sociale, seguendo le linee guida nazionali per l’assistenza ai rifugiati.

Mentre la macchina burocratica per l’affidamento del nuovo bando triennale è ancora in corso, gli uffici comunali hanno dovuto lavorare per garantire che non ci fossero interruzioni nelle prestazioni. Con la determinazione firmata proprio in questi giorni, il comune di Viterbo ha formalizzato una proroga tecnica per i mesi di marzo e aprile 2026 a favore della cooperativa Alicenova, che già si occupava della gestione del servizio. Questa mossa si è resa necessaria per assicurare la necessaria continuità nelle more della conclusione della nuova procedura di gara, avviata a fine 2025.

Il Sai è l’evoluzione di quelli che un tempo erano lo Sprar e il Siproimi e differisce dei centri di prima accoglienza, che spesso hanno un carattere emergenziale, il Sistema accoglienza integrazione lavora su una scala più umana e diffusa con l’obiettivo di favorire il passaggio dall’assistenza pura all’integrazione nel tessuto cittadino. Attraverso il fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, lo stato finanzia gli enti locali che decidono di farsi carico di questi progetti.

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