* PRIMO PIANOCronaca

Il pm di Viterbo, ‘anziani legati ai letti con le bende’

“E’ emersa l’applicazione di costrizioni agli anziani che attraverso bende o altri strumenti venivano legate ai letti. Un’anziana e’ rimasta legata per piu’ di 24 ore. E poi episodi di incuria e negligenza nella custodia dei degenti. Al vaglio ci sono anche episodi di somministrazioni di farmaci, rispetto ai quali bisogna verificare se ci fosse o meno un piano terapeutico”. A dirlo, nel corso di un punto stampa in procura, il pm Flavio Serracchiani, titolare del fascicolo sui maltrattamenti ai danni di anziani che sarebbero avvenuti in una casa di riposo di Latera, nel Viterbese. Sono sei gli operatori socio-sanitari indagati: i carabinieri di Montefiascone e del Nas hanno arrestato tre persone (due uomini e una donna finiti in carcere) e hanno notificato il provvedimento di sospensione dell’attivita’ di operatore sanitario ad altre tre.

L’indagine, coordinata dalla procura di Viterbo, e’ stata supportata da intercettazioni audio e video e questa mattina sono state svolte perquisizioni. Il procuratore Paolo Auriemma e il pm Serracchiani contestano a un operatore anche un caso di violenza sessuale su una degente.

“La risposta e’ stata piena, rapida e importante – le parole del procuratore Auriemma -, i fatti accertati sono stati diversi e sono stati accertati a carico dei singoli soggetti. Questo ufficio di Procura ha portato la propria attenzione sui diritti delle persone fragili e ha tra le proprie priorita’ l’attenzione alle frange deboli della popolazione. E’ un’indagine che si colloca in questa ottica”.

Gli investigatori, guidati dal colonnello Massimo Friano, parlano di “reiterati contegni abusanti ai danni di una anziana degente”, che sarebbe stata “tormentata da un operatore con assillanti approcci sessuali e con toccamenti delle parti intime, eseguiti anche a mezzo di un bastone e, in un’occasione, addirittura quando l’anziana era impossibilitata a difendersi perche’ legata a letto mediante strumenti di contenzione”. L’indagine, iniziata nella primavera del 2024, e’ scaturita dalle confidenze fatte ai carabinieri da alcuni ex operatori della struttura: i militari hanno dunque installato le telecamere dentro la casa di riposo.