Dopo i ricorsi arriva il piano “B” del Comune, proroga dell’appalto fino a dicembre, costo 5mln di euro
VITERBO – Arriva il piano B del Comune contro i ricorsi che bloccano l’aggiudicazione del nuovo appalto dei rifiuti. Palazzo dei Priori ricorre all’ennesima proroga a Viterbo ambiente, ati di Gesenu e Cosp tecno service. L’assegnazione del nuovo bando andrà probabilmente per le lunghe, frutto del primo ricorso promosso dalla vincitrice della graduatoria, Sea – Servizi ecologici ambientali, che per inadempienze con l’Agenzia delle entrate era stata esclusa.
Poi il “colpo di scena” del parere inverso da parte dell’ente tributario che ha riammesso l’azienda e di conseguenza, l’8 luglio, Gesenu e Cosp tecno service, seconde classificate, si sono rivolte al Tar per un nuovo ricorso nei confronti della riammissione della vincitrice del bando. Ricorso in cui il Comune di Viterbo si è costituito in giudizio.
Per questo l’assegnazione del nuovo appalto rischia di andare molto per le lunghe e palazzo dei Priori pone rimedio con la nuova proroga del vecchio servizio, valida dal primo agosto al 31 dicembre 2025 per un totale di 5 milioni 37mila euro versati a Viterbo ambiente.
Se la situazione giudiziaria si dovesse “sbrogliare” anticipatamente, rispetto al 31 dicembre, il Comune potrà però interrompere la proroga. “L’amministrazione – riporta la determina dirigenziale – si riserva la facoltà di risolvere anticipatamente il rapporto in proroga, qualora la stipula del contratto e la conseguente consegna del servizio al nuovo aggiudicatario intervengano prima della scadenza del periodo prorogato, senza che ciò comporti oneri o pretese risarcitorie da parte dell’attuale affidatario”.
La scelta di palazzo dei Priori di virare verso un nuovo appalto ponte viene giustificata con il criterio della “buona amministrazione”, per evitare “l’assunzione di obblighi contrattuali potenzialmente gravosi nei confronti dell’attuale aggiudicatario, che potrebbe essere legittimato a richiedere ristori economici in relazione agli investimenti eventualmente sostenuti per l’avvio del servizio, qualora l’aggiudicazione venisse successivamente annullata dal giudice amministrativo, con possibili riflessi negativi sulla finanza pubblica locale e sulla regolarità dell’azione amministrativa”.


