* PRIMO PIANOsindacale

Nella Tuscia crescono gli infortunii sul lavoro 897 fra gennaio e giugno 2025

VITERBO – Non si arresta la spirale degli infortuni sul lavoro nella Tuscia. Il report della Asl, infatti, evidenzia un aumento dei casi rispetto al 2024.

L’appello lanciato dalla Uil, attraverso il suo segretario Giancarlo Turchetti: “Investire su formazione e prevenzione di lavoratori e aziende.” 897 infortuni sul lavoro nella Tuscia tra gennaio e giugno 2025, serve maggiore attenzione da parte delle istituzioni sulla questione della sicurezza”. Il segretario generale della Uil di Viterbo Giancarlo Turchetti analizza il Report infortuni sul lavoro in provincia di Viterbo appena pubblicato dalla Asl.

Gli accessi al pronto soccorso sono stati 139 a gennaio, 138 a febbraio, 153 a marzo, 137 ad aprile, 170 a maggio e 160 a giugno. Il 76% dei casi sono rappresentati da infortuni lievi, con prima prognosi inferiore ai 20 giorni, il 21% circa da quelli con prognosi da 20 a 40 giorni, mentre 4 infortuni sul totale risultano con prima prognosi superiore ai 40 giorni. In circa il 3% degli infortuni i giorni di prognosi non sono indicati.

“Nel primo semestre del 2025 – spiegano dalla Uil – gli accessi al pronto soccorso di Viterbo sono stati 897, 8 in più rispetto al primo semestre del 2024.

È fondamentale, i sindacati chiedono soprattutto al governo Meloni che nell’ultima manovra finanziaria non ha previsto neanche un euro su sicurezza, salute e prevenzione per i lavoratori, investire sulla formazione per lavoratori e aziende, così come sulla prevenzione. Chiediamo inoltre di aumentare il personale ispettivo, perché quanto è stato fatto è insufficiente per fare le verifiche necessarie”.

Proposte e richieste sindacali. Per il segretario serve il reato di omicidio sul lavoro. “Chiediamo al governo – conclude Turchetti – di introdurre anche il reato di omicidio sul lavoro per chi manomette le macchine per produrre di più e di escludere dagli appalti pubblici tutte quelle aziende che non rispettano la normativa sulla sicurezza. Infine, è fondamentale dare più potere agli Rlst (rappresentanti lavoratori della sicurezza territoriale) per poter fare accertamenti all’interno delle aziende”.