Tarquinia, torna in carcere un 42enne che insieme ai complici mette in atto una “Arancia meccanica”
TARQUINIA – L’uomo era stata arrestato, insieme a due complici, per sequestro di persona ed estorsione: vittima legata alla sedia e minacciata con la motosega accesa puntata al collo per estorcergli soldi a vita. Il perché della terribile punizione
È tornato in carcere il 42enne di Tarquinia che, insieme a due complici, ha messo in atto una “Arancia meccanica” ai danni di un 36enne del posto: legato alla sedia per oltre un’ora, è stato pestato e minacciato di essere fatto a pezzi con la motosega elettrica accesa e puntata al collo per estorcergli soldi a vita.
Arrestato a giugno per estorsione aggravata e sequestro di persona in concorso, al 42enne erano stati concessi i domiciliari perché, seppur già noto alle forze dell’ordine come i complici, non sarebbe al loro “livello” e, rispetto ai fatti contestati, sono stati ricostruiti a suo carico “solo” un paio di episodi di “riscossione” del denaro e, pur presente alla “Arancia meccanica”, è stato ritenuto aver avuto un ruolo più marginale degli altri due.
Durante i domiciliari, però, carabinieri e polizia hanno rilevato numerose violazioni delle prescrizioni: il divieto di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi non sarebbe stato rispettato, ospitando amici e conoscenti in casa, e sarebbero state accertate uscite non autorizzate per commissioni. Episodi per cui l’uomo è stato più volte denunciato per evasione, finché il gip non ha emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere. Così, la scorsa settimana, gli agenti del commissariato di Tarquinia lo hanno riportato nel penitenziario di Civitavecchia.



