Un centro di stoccaggio rifiuti (anche pericolosi) a Civita Castellana
CIVITA CASTELLANA – Sorgerà negli impianti già esistenti, lo stoccaggio e trattamento di rifiuti speciali, alcuni anche pericolosi, nella zona instriale in località Borghetto. Avviato l’iter autorizzativo del procedimento per lo stoccaggio e il trattamento.
Avviata la procedura di autorizzazione del progetto per la realizzazione di un impianto di stoccaggio rifiuti in zona Borghetto, a Civita Castellana. Non il primo nel comune, alle prese con altri iter di autorizzazione per strutture legate all’immondizia.
L’area individuata per l’insediamento dell’attività si trova in corrispondenza dell’incrocio tra via Alessandro Volta e via della Pompa, all’interno della zona Pip cittadina. A presentare la documentazione tecnica è la società Eco 365, che punta a inserire la struttura in un contesto già fortemente caratterizzato dalla presenza industriale.
Uno degli aspetti centrali della proposta riguarda la scelta logistica e l’impatto urbanistico sul territorio. Il sito si trova infatti in una posizione decentrata, a circa 4 chilometri di distanza dal centro abitato, una collocazione studiata per minimizzare le interferenze con la vita quotidiana dei residenti. Secondo quanto riportato nella relazione, il sito è situato “in una posizione tale da rendere agevole il transito dei veicoli adibiti al trasporto dei rifiuti, evitando del tutto l’attraversamento di centri urbani”.
L’intervento non prevede la costruzione di nuove volumetrie ma si basa sul recupero di due capannoni industriali già presenti, all’interno dei quali si intende svolgere l’intera attività operativa. Questa scelta è stata sottolineata con l’obiettivo di tutelare l’ambiente, “evitando in questo modo un ulteriore consumo del suolo dovuto a nuove edificazioni”. Inoltre, i progettisti evidenziano come la zona non presenti particolari impedimenti ambientali, dato che “nella zona circostante il sito, interessato dalla attività di recupero oggetto della richiesta, non si rilevano particolari criticità e vincoli”.
L’impianto è stato progettato per gestire una gamma diversificata di materiali, spaziando dai rifiuti urbani a quelli speciali, siano essi pericolosi o non pericolosi. Nello specifico, la struttura si occuperà di “cernita, selezione, raggruppamento, travaso liquidi, adeguamento volumetrico, invio alle aree di stoccaggio”. Il flusso di materiali riguarderà prevalentemente scarti derivanti da attività industriali, artigianali ed economiche, oltre a quelli provenienti dalle micro raccolte.
L’obiettivo è quello di creare un punto di passaggio efficiente per ottimizzare la logistica dello smaltimento: “Lo scopo è quello di conferire i rifiuti in ingresso – si legge nella relazione -, eventualmente riconfezionarli, raggruppandoli per codice Eer. e favorire il trasporto, su grandi mezzi, verso i destinatari finali”.
Il progetto, nella mente dell’azienda propositrice, viene presentato come una risposta a una carenza infrastrutturale del territorio: “L’esigenza di dotare l’area di un’infrastruttura in conformità alla normativa vigente, in grado di garantire il corretto trattamento e avvio allo smaltimento dei rifiuti prodotti dalle attività industriali, artigianali, commerciali, di servizio e di quelli provenienti dalla micro raccolta”. In quest’ottica la vicinanza con la strada statale 3 Flaminia e la stazione ferroviaria di Civita Castellana – Borghetto completa il quadro di un sito che, secondo i proponenti, è stato scelto per la sua naturale vocazione logistica.



