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Massimo Ammaniti ospite della Asl Viterbo per progetto sui giovani

Si è svolto ieri pomeriggio,a Villa Lante di Bagnaia, frazione di Viterbo, l’incontro con Massimo Ammaniti, uno tra i più autorevoli studiosi italiani nel campo della neuropsichiatria infantile e della psicopatologia dello sviluppo, psicanalista, docente universitario e autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche.

L’iniziativa, promossa dalla Asl di Viterbo nell’ambito del progetto “Selfie”, l’indagine sugli stili di vita e sui comportamenti degli adolescenti che, nella provincia di Viterbo, ha coinvolto oltre settemila studenti delle scuole medie e superiori.

Proprio dai risultati e dalle riflessioni maturate nell’ambito di questa esperienza è nato il volume “Adolescenti – Prendersi cura della fatica di crescere”, i cui contenuti sono stati anticipati a Villa Lante nel corso di un incontro che ha rappresentato un momento di confronto aperto tra mondo della sanità, comunità educante e società civile.

Ammaniti ha dialogato con la direttrice del Dipartimento di salute mentale della Asl di Viterbo, Cristiana Morera, in una conversazione che ha approfondito i principali cambiamenti che caratterizzano l’età adolescenziale e il ruolo della famiglia, della scuola e delle istituzioni nel sostenere i giovani nel loro percorso di crescita.

“Ho particolarmente apprezzato l’indagine contenuta nel volume realizzato dalla Asl di Viterbo perché – ha sottolineato Ammaniti – nasce dall’esperienza maturata con i ragazzi e perché è orientata a organizzare i servizi in maniera utile e concreta. La ricerca non può rimanere chiusa nei laboratori, ma deve confrontarsi continuamente con la realtà e con coloro ai quali è rivolta”.

A margine dell’evento il direttore generale Asl Viterbo, Egisto Bianconi, ha detto: “aiamo particolarmente orgogliosi di aver potuto ospitare nella nostra provincia una personalità del calibro del professor Massimo Ammaniti, punto di riferimento della psichiatria e della psicanalisi italiana e internazionale. L’adolescenza è una fase della vita caratterizzata da profonde trasformazioni e richiede la capacità, da parte delle istituzioni e dell’intera comunità, di ascoltare, comprendere e accompagnare i ragazzi e le loro famiglie”.