* PRIMO PIANOCronaca

Operatore casa riposo a Viterbo, ‘i tuoi figli sono spariti’

Nel marzo del 2024 avrebbe intimato a un’anziana degente di cantare “mamma son tanto felice” per poi ricordarle che la mamma era morta. C’e’ anche questa tra le accuse rivolte dalla procura di Viterbo a un operatore socio-sanitario nell’ambito dell’inchiesta su presunti maltrattamenti commessi da alcuni operatori in una casa di riposo del Viterbese e per cui tre persone sono finite in carcere su disposizione del gip Savina Poli.

A quanto risulta da fonti qualificate, un altro degli operatori – lo scorso ottobre -, si sarebbe rivolto a un’anziana insultandola e facendole notare che i suoi i figli “la trascuravano e si disinteressavano di lei”, con frasi tipo: “vi hanno lasciato qui, so’ spariti tutti quanti so’ spariti tutti quanti i figlioli”. In un’altra occasione, a fronte del lamento “mamma mia” di un’anziana, la stessa si sarebbe sentita rispondere da uno degli indagati: “…si la tu mamma ti aspetta di sotto…ha detto mandamelasubito… immediatamente…perche’ il cimitero rimane aperto fino alle tre, poi non la trovi piu’… la mamma”.

Per la procura di Viterbo (inchiesta coordinata dal procuratore Paolo Auriemma e il pm Flavio Serracchiani) e i carabinieri del comando provinciale, gli insulti sarebbero stati frequenti. “Stai zitta, sei un cadavere”. E ancora: “sei una matta scoppiata, sei un sarcofago, un morto che cammina. Non servi a un c sei inutile alla societa’”, augurandole di morire. Uno degli indagati avrebbe preso per il collo un’anziana minacciando di ucciderla.

Mentre una delle vittime, in un’occasione, sarebbe stata legata alle sponde laterali del letto con fasce di contenzione e nel mentre si sarebbe sentita ripetere frasi come: “morirai, di sporco. Morirai prima o poi, spero presto per te”. Diverse le frasi agli atti dell’inchiesta: nell’ottobre del 2024, a un’anziana ospite della struttura sarebbe stato detto “mori, quella e’ la soluzione per tutti, morite l’ultimo e poi via”. Uno degli operatori socio sanitari indagati nell’inchiesta e’ accusato di aver maltrattato un’anziana afferrandola e muovendola bruscamente, tappandole piu’ volte la bocca, sputando sui pantaloni del suo pigiama per poi ripiegarli, scaraventandola sulla sedia a rotelle dopo averla sollevata, occludendole la bocca per impedirle di chiamare aiuto, bloccandola e, da ultimo, sferrandole una testata alla nuca.