Il Parco dei mostri di Bomarzo fra i più belli del mondo, da visitare almeno una volta nella vita, parola del New York Times
BOMARZO – La bellezza suggestiva del parco dei Mostri di Bomarzo, ma soprattutto l’interesse sbarca oltre Oceano. Il Sacro bosco, infatti, fa parte della classifica dei giardini da visitare almeno una volta nella vita stilata dal quotidiano americano New York Times. Il quotidiano americano lo incorona tra i 25 parchi più belli del mondo.
Quasi mezzo millennio portato benissimo. Potrebbe essere descritto in questo modo il Parco dei Mostri di Bomarzo, soprattutto dopo che un giornale autorevole come il New York Times ha guardato anche alla Tuscia per stilare una classifica molto particolare. Secondo il quotidiano americano, il Sacro Bosco può essere considerato senza problemi uno dei 25 giardini mondiali che almeno una volta nella vita bisognerebbe visitare.
L’autore dell’articolo si è affidato a sei esperti di orticoltura per stilare l’elenco, in cui i Mostri occupano un più che dignitoso 22° posto. Come ha sottolineato il New York Times, poi, la classifica iniziale prevedeva più giardini, quindi il fatto che Bomarzo sia rimasta anche dopo le successive “scremature” è un plus non da poco. È la conferma che il parco naturale noto per le sculture in peperino che ritraggono animali mitologici, divinità e mostri, ha una fama internazionale.
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La storia del Parco dei Mostri è presto detta: nel 1547 l’architetto Pirro Ligorio progettò questa meraviglia su commissione del Principe Pier Francesco Orsini. Inizialmente si pensò che fosse nascosto niente meno che Michelangelo Buonarroti dietro la realizzazione, ma si tratta soltanto di una leggenda metropolitana. Le sculture che rendono il Sacro Bosco così unico, invece, sono il frutto dell’ingegno di Simone Moschino.
A distanza di quasi 500 anni sono ancora così tanti i misteri che avvolgono questo ruolo che una interpretazione vera e propria forse è impossibile. A fare compagnia a Bomarzo nella classifica del New York Times ci sono altri quattro luoghi suggestivi italiani: il Giardino di Ninfa, Villa Gamberaia, Villa d’Este e Villa Silvio Pellico. Un altro motivo per cui tutta la Tuscia dovrebbe essere estremamente orgogliosa.



