Piazza della Rocca senza auto, commercianti sul piede di guerra raccolgono firme per difendere i parcheggi
VITERBO – partita la mobilitazione contro il progetto, parte dai negozi del centro per bloccare le future limitazioni previste dal Pums, Ma l’amministrazione comunale rassicura sulla natura flessibile del documento
Lo spauracchio della pedonalizzazione agita il sonno di chi vive in centro e ci lavora ogni giorno. Da qualche giorno in diverse attività commerciali di Viterbo sono comparsi i fogli per una mobilitazione spontanea che punta a blindare lo stato attuale di via Mazzini e piazza della Rocca. Il Piano urbano della mobilità sostenibile, il Pums, immagina un futuro fatto di divieti e ztl che residenti ed esercenti leggono come una condanna all’isolamento. Il timore più grande riguarda la trasformazione di piazza della Rocca in un’isola pedonale dove le auto potrebbero solo transitare lungo l’anello esterno, senza alcuna possibilità.
Raccolta firme per procedere con un’osservazione formale al piano che l’amministrazione comunale ha adottato e che ora è al vaglio della cittadinanza. Il testo depositato nei negozi è molto specifico e fa riferimento a piazza della Rocca: “Raccolta firme a supporto dell’osservazione al Pums (“Relazione generale – Azioni di piano/capitolo 5/paragrafo 5.2/pagina 49 e seguenti”) volta a eliminare “l’intervento di piazza della Rocca” che “prevede una pedonalizzazione totale senza vincoli di orario, mantenendo la possibilità di percorrere il perimetro della piazza, secondo le limitazioni della Ztl”. La raccolta firme si propone di mantenere la situazione attuale in quanto a parcheggi e traffico veicolare”.
Il tema è approdato con forza nell’ultimo consiglio comunale dedicato alle interrogazioni, dove la maggioranza ha provato a gettare acqua sul fuoco spiegando che il Pums non è un dogma calato dall’alto ma un insieme di linee guida ancora aperte al cambiamento. La rassicurazione che arriva da palazzo dei Priori riguarda il percorso amministrativo che porterà all’approvazione definitiva del Piano.
La politica rivendica il suo diritto di ultima parola rispetto agli studi dei tecnici. “Il Pums non è un piano prescrittivo – precisa la sindaca Chiara Frontini – abbiamo commissionato uno studio che raccogliamo e decidiamo noi come attuare, in che tempi e in quali parti”. In questa fase di ascolto e concertazione, il Comune sembra pronto a fare tesoro delle proteste che arrivano dalle vie del centro: “Siamo in una fase di concertazione, quindi in questo momento è possibile modificare il documento con le osservazioni che non è detto che non le facciamo anche noi in primis”.



