Aggredita una ragazza in centro a Viterbo: 55enne armato di tirapugni si barrica in uno studio medico
VITERBO – Si tratta del primo arresto dopo la nuova normativa del decreto sicurezza di febbraio 2026. La vittima ha raccontato anche che conosceva il soggetto il quale era debitore nei suoi confronti di una somma di denaro.
Aggressione ai danni di una ragazza nel centro storico di Viterbo nella giornata di ieri, 17 aprile. La vicenda conclusasi con un arresto, si arricchisce di ulteriori particolari. L’aggressore, un uomo di 55 anni, residente nel capoluogo e già noto alle forze dell’ordine, è finito in manette dopo un rocambolesco inseguimento iniziato in via Marconi.
o è iniziato con una chiamata al numero unico di emergenza per una lite violenta. Giunti sul posto, gli agenti della squadra volante hanno trovato una donna visibilmente scossa, che ha riferito di essere stata colpita con calci e sputi dall’uomo, indicando quale autore del fatto un soggetto a lei noto, debitore nei suoi confronti di una somma di denaro. Alla vista delle divise, l’aggressore ha tentato il tutto per tutto, lanciandosi in una fuga disperata tra i vicoli.
Durante la corsa, l’uomo si è sbarazzato di un tirapugni in metallo, oggetto di cui è vietato il porto, prontamente recuperata dai poliziotti. La fuga è terminata in modo surreale in via di Porta Murata: il 55enne si è intrufolato in uno studio medico affollato di pazienti, barricandosi all’interno dei servizi igienici. Gli agenti hanno dovuto forzare la porta per bloccarlo, affrontando anche una strenua resistenza fisica fatta di spintoni e minacce.
L’arresto scattato ieri non è un provvedimento di routine. Si tratta infatti della prima applicazione nella provincia di Viterbo delle nuove norme introdotte dal Decreto sicurezza (D.L. 24 febbraio 2026). Il soggetto è stato arrestato ai sensi dell’art. 4-bis l. 110/1975, recentemente modificato proprio per potenziare il contrasto al porto di armi e strumenti atti a offendere per cui non è ammessa licenza.
L’uomo, gravato da numerosi precedenti, si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. La sua posizione è aggravata non solo dall’aggressione iniziale, ma anche dalla resistenza a pubblico ufficiale e dal possesso dell’arma proibita.



