Viterbo ha celebrato le botteghe storiche: inaugurate mostra permanente, guida e mappa del commercio del centro
Le botteghe storiche di Viterbo sono diventate protagoniste di un progetto permanente dedicato alla memoria e alla valorizzazione del commercio cittadino. Nella Galleria Valle Faul, il tunnel che collega gli ascensori a piazza San Lorenzo, è stata inaugurata una mostra fotografica permanente composta da 32 immagini dedicate alle attività storiche della città.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Viterbo, curata da Spazio Viterbo e realizzata con il contributo della Regione Lazio, ha l’obiettivo di raccontare le botteghe che da generazioni rappresentano un punto di riferimento per il tessuto economico e sociale del centro storico.
Oltre alla mostra sono state presentate una guida bilingue, rivolta a cittadini e turisti, con itinerari, approfondimenti e schede dedicate alle attività aderenti, e una nuova mappa che riunisce le botteghe storiche, i principali luoghi di interesse culturale e i servizi del centro cittadino, pensata per favorire un percorso integrato di visita.
Nel corso della cerimonia sono stati inoltre consegnati attestati, targhe e timbri alle 32 attività riconosciute come botteghe storiche.
A completare il progetto è stato il volume editoriale Botteghe storiche di Viterbo, una pubblicazione che raccoglie fotografie, testimonianze e racconti dedicati alle attività commerciali più rappresentative della città e che sarà distribuita a istituzioni, enti culturali e stakeholder del territorio.
«Con questo progetto abbiamo valorizzato il collegamento di Valle Faul e, allo stesso tempo, raccontato una parte importante della storia di Viterbo attraverso le sue attività commerciali, contribuendo al rilancio del centro storico», ha dichiarato la sindaca Chiara Frontini.
Per il consigliere delegato alle attività produttive Marco Nunzi, le botteghe storiche rappresentano «il cuore pulsante della città» e un patrimonio da preservare. La responsabile di Spazio Viterbo Martina Campanella ha invece evidenziato come il progetto abbia restituito visibilità a un patrimonio artigianale e commerciale che «non appartiene soltanto al passato, ma costituisce una risorsa concreta per il presente e il futuro di Viterbo».



