Cancellate le scritte in arabo sulla serranda del negozio di kebab di San Faustino
VITERBO – Scritte di minaccia in arabo sono comparse sulla serranda di un kebab. Sull’episodio indaga la squadra mobile, ma non si tratterebbe di un caso isolato. Scritte in arabo e simboli fallici avrebbero imbrattato nei giorni scorsi anche un barber shop di via della Sapienza e l’adiacente parete. Pure questi cancellati, seppure se ne intravedono ancora i segni.
Dalle prime indagini l’episodio sia da attribuibile ad una presunta baby gang, vista la giovanissima età di uno dei componenti, l’unico identificato dal 28enne tunisino. Gli altri due, invece, sarebbero stati avvistati più volte dalla vittima al Sacrario. Sarebbe invece da escludere l’azione di una banda di maranza.
Da chiarire, piuttosto, se dietro l’aggressione possa esserci una sorta di racket del commercio, che aspirerebbe a controllare le innumerevoli attività gestite da stranieri in centro, dagli alimentari e minimarket etnici, ai barber shop, ai negozi di kebab. Il mancato “via libera” all’apertura del negozio di kebab di San Faustino, in questo contesto, potrebbe essere il movente del raid.
In base a quanto emerso finora, oltre al violento altolà all’apertura dell’attività, non sarebbero emerse richieste di denaro, tipo il pagamento di un “pizzo” per avere protezione e poter esercitare. Si indaga però per capire se, a monte della spedizione della baby gang, non ci sia dell’altro, ovvero la mano di qualcuno che intende avere il monopolio sulle attività commerciali gestite dagli stranieri nel centro di Viterbo.
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