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Viterbo, ancora tensione nel carcere di Mammagialla: detenuto incendia un materasso, sette agenti intossicati

Non si arresta l’emergenza nel carcere “Nicandro Izzo” di Mammagialla. Nella serata di lunedì 3 agosto un detenuto ha incendiato il materasso della propria cella, al terzo piano dell’istituto penitenziario, provocando un nuovo intervento di emergenza.

Secondo quanto riferito dalla Fns Cisl Lazio, sette agenti della Polizia penitenziaria sono rimasti intossicati dal fumo durante le operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza. Tutti sono stati medicati e hanno riportato una prognosi di sette giorni.

L’episodio si inserisce in una lunga serie di gravi criticità che, nelle ultime settimane, hanno interessato il carcere viterbese. Il 25 luglio un incendio sviluppatosi nella sezione precauzionale, innescato da alcuni materassi dati alle fiamme durante una protesta, aveva provocato l’intossicazione di 23 persone, tra cui 17 detenuti e sei agenti di Polizia penitenziaria, compreso il comandante del reparto.

Il giorno successivo un detenuto di 29 anni era stato trovato morto nella propria cella dopo essersi tolto la vita, mentre un secondo ristretto aveva tentato il suicidio, venendo salvato dall’intervento degli agenti.

Pochi giorni prima, il 16 luglio, l’istituto era stato teatro dell’omicidio del detenuto ventiseienne Mohammed Channoun, ucciso durante una rissa scoppiata nell’ora d’aria. Il giorno seguente due poliziotti penitenziari erano stati aggrediti con delle sedie e trasportati in ospedale.

Una situazione aggravata dal cronico sovraffollamento dell’istituto. A fronte di una capienza regolamentare di 440 posti, a Mammagialla sono attualmente presenti circa 650 detenuti. Anche il personale risulta insufficiente: gli agenti in servizio sono 296 rispetto ai 330 previsti, con carenze particolarmente pesanti nei ruoli di ispettori e sovrintendenti.