Mafia turca nella Tuscia, tre condanne a oltre 14 anni di carcere: c’è anche Ismail Atiz
VITERBO – Era stato arrestato insieme ad altri due connazionali, scovati a Vetralla, nell’ambito del secondo filone dell’inchiesta sull’organizzazione criminale riconducibile a Baris Boyun.
Ora sono arrivate le condanne per alcuni componenti della mafia turca nella Tuscia, tre condanne per un totale di 14 anni e 8 mesi di carcere. I provvedimenti sono stati emessi dalla gip del tribunale di Milano Giulia D’Antoni nell’ambito di un secondo filone dell’inchiesta della Dda del capoluogo lombardo sull’organizza-zione criminale riconducibile a Baris Boyun, detenuto al 41 bis dopo essere stato arrestato a Bagnaia nel maxi blitz che a maggio 2024 ha portato in carcere 19 persone.
Pena con rito abbreviato, quindi ridotte di un terzo, per Ismail Atiz, detto Hamus, Omer Koyuncuer e Ramadan Akkas. I primi due sono stati condannati a 5 anni e 4 mesi ciascuno, mentre Akkas a 4 anni. Per Koyuncuer, difeso dall’avvocato Paolo Delle Monache, e Akkas, assistito da Remigio Sicilia, la pena inflitta coincide con quella richiesta dalla procura. Per Atiz, difeso dagli avvocati Giuseppe Migliore e Flavio Rossi Albertini Tiranni, invece erano stati chiesti 8 anni di reclusione.
Le ordinanze di custodia cautelare dei tre turchi, a cui se n’è aggiunto un quarto il cui procedimento è stato stralciato e trattato separatamente, sono state eseguite dalla polizia il 16 dicembre scorso. Koyuncuer e Akkas sono stati arrestati a Cura di Vetralla perché ritenuti dall’inchiesta, coordinata dalla pm di Milano Bruna Albertini, parte integrante dell’organizzazione riconducibile a Boyun. Avrebbero avuto compiti legati alla logistica e all’alloggio, garantendo ospitalità, supporto e spostamenti ad altri componenti del sodalizio.
A riguardato invece Ismail Atiz, che era già detenuto e era stato arrestato quattro mesi prima in esecuzione di un mandato internazionale, dopo essere stato individuato mentre si nascondeva in un affittacamere nella Tuscia. Nei suoi confronti le contestazioni sono particolarmente pesanti: dalla banda armata con finalità di terrorismo all’associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità. All’organizzazione sono stati contestati, a vario titolo, reati che comprendono la detenzione e il porto abusivo di armi, anche clandestine, il traffico internazionale di armi, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, omicidi e stragi, traffico di droga, riciclaggio e falsificazione di documenti di identificazione.



