Viterbo distante dalle prime posizioni nella classifica di Openpolis. Il capoluogo ha solo il 33,3% di laureati
VITERBO – L’accesso al mondo del lavoro e avere una vita autonoma, poter formare una famiglia propria è questione particolarmente sentita dai giovani e dalle loro famiglie. Specialmente in Italia dove il raggiungimento dell’indipendenza dal nucleo familiare è spesso più lento rispetto alla media europea. Un aspetto però spesso sottovalutato nel dibattito pubblico è quanto la futura condizione lavorativa sia legata all’accesso all’istruzione. I dati indicano che le opportunità di chi ha completato gli studi sono sistematicamente migliori. Rispetto all’occupazione, tra i capoluoghi le prime 57 città per tasso di occupazione sono tutte del centro-nord.
I dati, tratti dal censimento permanente, si riferiscono al 31/12/2021. Nel caso di Viterbo, la percentuale di occupati nella fascia compresa tra i 25 e i 49 anni si attesta sul 71,5%, dunque piuttosto distante dalle primissime posizioni. Nel caso della “città dei Papi”, la percentuale di laureati o titolari di titoli terziari ammonta al 33,3%, mentre coloro che hanno il diploma o un titolo superiore rappresentano il 78,4% del campione. È questo quanto accertato dalla fondazione Openpolis nella sua ultima indagine che ha approfondito una tematica piuttosto particolare.
Ai primi posti in particolare Belluno (84,7%), Bolzano (81,9%), Monza (81,8%), Lodi (81,5%), Trento (81,4%), Lecco (81,4%), Milano e Cuneo (entrambe all’81,2%). Da notare che tra i 20 capoluoghi con maggiore occupazione tutti – con la sola eccezione di Prato – superano la media nazionale di laureati. In 7 casi su 20, le prime città in termini di occupazione coincidono con quelle con più laureati.
Analogamente, delle 20 città capoluogo con minore occupazione, ben 15 sono anche ai vertici in Italia per incidenza di residenti con al massimo la licenza media. I comuni capoluogo di provincia con il tasso di occupazione più basso sono Catania (52,5%), Napoli (53,5%), Palermo (53,9%) e Trapani (54,4%). In questi comuni l’incidenza di laureati è pari rispettivamente al 22,9%, 23,3%, 24,7% e 20,5%, al di sotto della media nazionale (27%).



