Strade extraurbane più sicure nella Tuscia, morti dimezzati in tre anni
VITERBO – L’istituto dell’Istat, IReport BesT, ha diffuso per la prima volta nel 2023, dati che delineano i profili di benessere equo e sostenibile per ciascuna delle 20 regioni italiane – e per le rispettive province – a partire dalla lettura integrata degli indicatori del Bes dei territori. Le 70 misure statistiche utilizzate sono coerenti e armonizzate con il quadro informativo del Rapporto Bes, che l’Istat diffonde fino al livello regionale, e comprendono ulteriori indicatori di benessere utili anche a orientare le politiche locali.
La dimensione territoriale rappresenta un’importante chiave di lettura delle disuguaglianze di benessere, in particolare nel nostro Paese che è caratterizzato da ampi divari ma anche da specificità locali di cui occorre tenere conto, e che emergono nitidamente quando si valuta la posizione di un territorio nel contesto regionale o nazionale.
Si possono evidenziare dati interessanti riguardanti il Lazio e in particolare la provincia di Viterbo. La Tuscia vanta un dato rilevante a livello regionale per quel che riguarda la circolazione stradale. In effetti, una minore mortalità stradale in ambito extraurbano, che nel Lazio (3,3 morti ogni 100 incidenti nel 2022) è inferiore alla media-Italia (4,3) e allineata a quella del Centro (3,4).
I livelli più critici del 2022 si registrano nelle province di Rieti e Latina, con quasi 5 morti per 100 incidenti stradali avvenuti sulle strade extraurbane, il doppio di quelli della città metropolitana di Roma (2,4) e ben al di sopra anche del tasso nazionale. Rispetto al 2019 si osserva una stabilità nella regione, come a livello nazionale, che sintetizza andamenti diversi fra le province: spicca il quasi dimezzamento dei decessi stradali sulle strade extraurbane (strade statali, regionali, provinciali, comunali, escluse le autostrade) della provincia di Viterbo (da 4,7 del 2019 a 2,6 per cento del 2022).



