Viterbo: Nuovo Regolamento di Polizia urbana, in soffitta quello del ’35. Obbligo di lavare la pipì dei cani e stop a panni che gocciolano e accattonaggio
VITERBO – Vanno in soffitta le norme del 1935, dopo 90 anni, del Regolamento di polizia urbana. Il Comune è pronto a dare il via libera in commissione ai primi 13 articoli del nuovo regolamento.
Il nuovo regolamento di polizia urbana del Comune di Viterbo ha iniziato il suo iter a palazzo dei Priori arrivando in prima commissione che all’unanimità ha votato i primi 13 articoli, dei 40 totali. Il testo, atteso da tempo per aggiornare una normativa ormai datata si appresta ora a proseguire il suo iter verso l’approvazione definitiva. Era urgente mettere man visto che il precedente era datato 1935. Servirà a far sì che venga fornito alle forze di polizia un riferimento normativo in grado di fissare dei paletti. In particolare ci interessava chiudere una situazione imbarazzante: non si potevano continuare a usare ordinanze contingibili e urgenti su situazioni che durante l’anno si ripetono negli stessi periodi. È quanto contenuto nella relazione al Consiglio comunale dal consigliere delegato alla sicurezza, Umberto Di Fusco, per illustrare le modifiche al Regolamento di polizia urbana. Il documento, articolato in 40 articoli, spazia dalla tutela del decoro urbano alla gestione degli animali, introducendo norme stringenti su bivacchi, accattonaggio e consumo di alcol.
Con il nuovo regolamento non serviranno più le ordinanze sindacali antibivacco. L’articolo 10 stabilisce infatti che “è vietato sedersi, sdraiarsi o dormire sul suolo pubblico o a uso pubblico, sulla soglia, sulla pavimentazione, sui muretti, sui gradini posti all’esterno degli edifici pubblici e privati”. Il divieto si estende anche al mangiare e bere occupando tali spazi in modo indecoroso.
Strettamente collegato a questo è l’articolo 21, che disciplina le aree urbane soggette all’ordine di allontanamento (il cosiddetto “daspo urbano”). Il provvedimento si applica a chi impedisce la fruizione di infrastrutture e luoghi specifici. Oltre alle aree previste dalla legge nazionale, il Comune ha individuato zone sensibili come il “quartiere San Pellegrino, l’area del Sacrario e il quartiere San Faustino, l’area di via dell’Orologio Vecchio” e “l’area di viale Trento”.
Il regolamento introduce un giro di vite sulla questua con l’articolo 11. Viene esplicitamente “vietato effettuare qualsiasi forma di accattonaggio molesto o che causi intralcio o pericolo”. Il divieto è assoluto in zone specifiche: “In prossimità di uffici pubblici, di ogni ordine di scuola, di ospedali”, “in prossimità di luoghi di culto o destinati alla memoria dei defunti” e all’interno dei parcheggi pubblici.
Per contrastare la “malamovida”, l’articolo 22 pone limitazioni severe. Oltre al divieto di vendita ai minori, viene sancito che “è vietato il consumo e la detenzione finalizzata all’immediato consumo sul posto di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione nelle aree pubbliche”. Inoltre, è vietata la detenzione di “qualsiasi tipo di bevanda in bottiglie e recipienti di vetro o metallo nelle strade pubbliche”, obbligando i gestori a fornire contenitori alternativi ai clienti che escono dai locali.
Il titolo quinto è dedicato agli animali. L’articolo 29 fissa la lunghezza massima del guinzaglio a “1,50 metri durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane”. L’articolo 33 introduce un obbligo specifico per l’igiene: i proprietari non solo dovranno raccogliere gli escrementi ma dovranno “provvedere a lavare con acqua la zona interessata”. Sarà quindi obbligatorio portare con sé, oltre ai sacchetti, anche l’acqua, strumenti che “devono essere esibiti su richiesta degli organi incaricati della vigilanza”.
Infine, attenzione anche all’estetica dei palazzi. L’articolo 17 vieta di “distendere o appendere fuori dalle finestre biancheria, effetti personali o altri oggetti consimili quando tale operazione provochi la caduta di polvere o lo sgocciolamento su aree soggette a pubblico passaggio”, mentre l’articolo 13 impone ai proprietari di immobili, anche se disabitati, di curarne la manutenzione e chiudere gli accessi per evitare occupazioni abusive.


