* PRIMO PIANOCronaca

Investe i risparmi nell’affitto di un appartamento che è di Ater, ma è una truffa, ora rischia lo sfratto

VITERBO – Vicenda incredibile donna rischia lo sfratto ad aprile per aver affittato un appartamento di proprietà dell’Ater. “Sono stata truffata da una coppia che si è spacciata per i proprietari di casa quando ho firmato un contratto d’affitto con riscatto. Invece dopo anni ho scoperto che l’appartamento era di Ater”. Inizia così il racconto amaro di una donna che si trova nel mezzo di un incubo burocratico e umano. Una storia fatta di risparmi investiti, speranze tradite e una data che pesa come un macigno sul calendario, il 24 aprile, giorno in cui è previsto lo sfratto.

Tutto ha inizio nel 2017. La promessa è quella di una casa che un giorno diventerà sua, un tetto sicuro per sé e per il figlio di 14 anni nel quartiere Pilastro di Viterbo. La formula è quella dell’affitto con riscatto ma l’appartamento che le viene consegnato è in condizioni disastrose, quasi inagibile. Eppure lei non si scoraggia e decide di investirci tutto quello che ha: “Ho ristrutturato l’appartamento, ho messo tantissimi soldi perché non c’era acqua, non c’era gas, non c’era niente. Problemi nelle luci. Ho firmato nel 2018. Ho dato 3mila euro quando sono entrata e poi dopo 500 euro al mese”. Al termine del periodo d’affitto, versando la somma di 32mila euro sarebbe diventata proprietaria dell’appartamento.

Il castello di carte crolla definitivamente nel 2022. I dubbi diventano certezze quando la donna prova a contattare quelli che credeva essere i legittimi proprietari per discutere proprio dell’ultimo bonifico: “Ho provato a chiamarli ma da quel momento sono spariti. Non mi hanno più risposto, non si sono fatti più vedere”. La donna a quel punto scopre che l’immobile è pubblico ed è gestito da Ater recandosi all’Agenzia delle entrate, così decide di denunciare l’accaduto alla guardia di finanza: “A quel punto sono andata alla guardia di finanza per denunciare l’accaduto. Mi sono anche autodenunciata non avendo un contratto con Ater e ora sono anche abusiva. Il 24 aprile avverrà lo sfratto”.

Da vittima a occupante senza titolo nel giro di pochi mesi. La denuncia ha fatto scattare le indagini e la causa legale è partita, ma i tempi della giustizia non coincidono con quelli della vita quotidiana, che per lei si è fatta improvvisamente ripidissima. Nonostante sia in regola con il pagamento di tutte le utenze, la sua posizione amministrativa è congelata in un limbo che non prevede vie d’uscita semplici.

Una corsa contro il tempo e la salute

Oltre al dramma abitativo, c’è un quadro clinico che rende la situazione drammatica. La donna è infatti cardiopatica e le tensioni di questi mesi hanno già lasciato segni profondi. “Sono stata ricoverata d’urgenza in ospedale tre volte con codice rosso per problemi al cuore – racconta -. Il cardiologo ha decretato che devo fare un intervento al cuore nei prossimi mesi. Non vorrei rimanere per strada insieme a mio figlio, malata di cuore con un intervento che si avvicina. Sarebbe veramente un’ingiustizia. Io non sono abusiva, sono una donna truffata”.

Il paradosso più doloroso riguarda l’accesso alle graduatorie per l’emergenza abitativa. Per la legge, risultando formalmente abusiva proprio a causa della truffa subita, la donna non può presentare domanda per un nuovo alloggio. Una sorta di cortocircuito burocratico. “Sull’immobile tra l’altro ho speso migliaia di euro – spiega -, sono in regola con tutti i pagamenti delle utenze. Ma ad Ater mi hanno rimbalzato al Comune per chiedere un nuovo appartamento. Ma io risulto abusiva e non posso accedere alle liste. Con Ater non riesco a parlare, ho chiesto un appuntamento con il direttore ma ancora aspetto”. Mentre il 24 aprile si avvicina, la speranza è che qualcuno decida di ascoltare questa storia oltre i moduli e i timbri, per evitare che una fragilità fisica e sociale si trasformi in una tragedia annunciata tra le strade di Viterbo.

FOTO DI REPERTORIO