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Bagnaia rievoca la passione di Gesù per le vie del borgo. Un evento storico che risale al 1618

BAGNAIA – Nel Borgo fervono i preparativi per la processione del Venerdì santo e l’intera macchina organizzativa, sta seguendo ogni dettaglio per accogliere le centinaia di persone che parteciperanno all’evento della sera del 3 aprile. L’attesa nel borgo è alta e si lavora senza sosta per definire i ruoli e sistemare i costumi di una rievocazione che unisce intere generazioni di famiglie. In questi giorni si chiudono le iscrizioni e l’obiettivo è quello di “mettere in scena una rappresentazione curata in ogni particolare – spiega Angelo Ciccarelli – proprio come avveniva un tempo”.

​La rievocazione storica della Passione di Cristo nasce nel lontano 1618 a opera del medico Michelangelo Carrocci. Trapiantato nel borgo per motivi professionali, Carrocci ideò l’evento in seno alla Confraternita di san Carlo, come attestato nelle “Memorie istoriche del Carones”. Il medico realizzò la costituzione di personaggi che rappresentassero i momenti salienti della Passione per tenere unita la propria gente. La rappresentazione fu sospesa solamente per eventi bellici e fu definitivamente ripristinata nel 1902 da Vincenzo Cencioni che, con pochi mezzi di fortuna, organizzò la Passione in sequenze di quadri. Dopo di lui furono il figlio Pietro e il cugino Giovanni Maria a portare avanti il lavoro fino alla costituzione del Comitato permanente del venerdì santo nel 1967.

La preparazione è iniziata a gennaio, con le prime riunioni per metterci d’accordo sulle date e su tutto il resto. Poi iniziano le iscrizioni, un paio di settimane prima. Quest’anno si è partiti il 16 marzo, per terminare a fine mese. C’è stata una buona affluenza: siamo subito arrivati a circa 250/260 figuranti, ma l’obiettivo è superare quota 300 partecipanti per coprire tutti i ruoli necessari.

Aspetto fondamentale che spesso resta dietro le quinte riguarda l’immenso lavoro di sartoria e allestimento. Le donne sono il fulcro della processione, il lavoro grosso è il loro con i vestiti all’organizzazione logistica, ma loro sono cruciali. Senza la loro dedizione nella cura dei costumi e dei dettagli estetici, la rievocazione perderebbe la sua bellezza. Sono loro che permettono ai figuranti di calarsi perfettamente nei panni dei personaggi che dovranno interpretare, scegliendo per ognuno il ruolo più adatto durante la fase delle iscrizioni.

​Negli ultimi tempi la processione ha subito un’evoluzione narrativa per rendere il racconto della Passione ancora più vivido: dopo l’apertura del corteo con i cavalli, seguono diciotto quadri viventi. Da circa 4, 5 anni si sono introdotte delle scene che raccontano episodi chiave. Si parte con Gesù all’orto degli ulivi, la cattura da parte dei soldati e dei dottori del tempio. La prima parte si svolge tra il sagrato della chiesa e la fontana in mezzo alla piazza. Poi c’è il processo davanti a Pilato, dove lui chiede se Gesù sia colpevole e avviene il classico lavaggio delle mani. È tutto rappresentato in modo molto diretto per coinvolgere chi guarda, fino alla consegna per la crocifissione. Il percorso della rievocazione è un cammino che tocca più punti di Bagnaia, creando un’atmosfera unica tra le mura antiche: “La processione si snoda partendo dalla chiesa di San Giovanni, sale su via Giambologna e riscende a via Zuccari. Fa tutto il giro del centro storico entra dalla porta dove si trova la torre. In questa fase escono tutti i quadri in ordine di apparizione: l’angelo confortatore, Gesù catturato, Erode, Pilato e i dottori del tempio. È un lungo corteo che vede Gesù con la croce attraversare tutte le vie del paese in un clima di grande partecipazione.

Le fasi finali della processione: ​Circa 3 anni fa, si è introdotta un’ultima scena nuova. Dopo la crocifissione al calvario, Gesù viene tolto dalla croce e depositato su un baldacchino. La processione prosegue rientrando nella chiesa con il corpo coperto da un manto bianco. Viene portato a spalla dagli stessi uomini che lo hanno crocifisso. È un momento molto toccante che conclude il percorso iniziato sul sagrato. Metà della processione termina prima il suo corso, mentre l’altra metà con i soldati, le pie donne e Maria segue Gesù fino all’ultimo atto della rappresentazione.

Il sentimento che muove l’intera associazione è il rispetto per la storia locale e il desiderio di non disperdere un patrimonio culturale così vasto. C’è una grande emozione perché è un evento molto sentito da tutta la popolazione. Cerchiamo di fare le cose al meglio possibile per onorare chi ci ha preceduto.