Abbandonano carcasse di animali in un terreno pubblico: scoperto lo “sporcaccione”, rischia multa fino a 18mila euro
VITERBO – Sempre attivi gli zozzoni a gettare rifiuti ovunque come quelli scoperti e segnalati dai lettori e prontamente segnalati. Forse a questi individui non è ben chiaro che disperdere rifiuti a “cielo aperto” costituisce un reato. Questa volta, però è andata male all’autore del gesto.
I carabinieri forestali sono intervenuti in località San Giorgio a Tarquinia e sono riusciti a risalire al possibile trasgressore.
Scarti derivanti dalla lavorazione di carni bovine, abbandonati e nascosti tra la vegetazione in località San Giorgio a Tarquinia. È la scoperta dei carabinieri del nucleo forestale di Tarquinia nell’ambito dei servizi finalizzati alla tutela del territorio e alla prevenzione degli illeciti ambientali che ha portato alla scoperta dei rifiuti all’interno di terreni soggetti a uso pubblico, di proprietà dell’Università agraria di Tarquinia.
I carabinieri forestali, intervenendo prontamente, hanno attivato le indagini concluse con l’identificazione dell’autore dell’abbandono dei rifiuti e alla sua denuncia a piede libero all’autorità giudiziaria di Civitavecchia per il reato di abbandono di rifiuti sul suolo. Il presunto responsabile del reato, in caso di condanna rischia la pena dell’ammenda da 15oo fino a 18mila euro.
Data la natura altamente deperibile e potenzialmente pericolosa del materiale, i rifiuti sono stati rimossi d’urgenza e messi in sicurezza tramite ditta specializzata. Tale intervento rapido è stato cruciale per scongiurare l’immediata propagazione di pericoli per la salute pubblica e l’ambiente. I carabinieri evidenziano che l’abbandono di scarti animali non rappresenta solo una palese violazione di legge, ma costituisce una grave minaccia igienico-sanitaria e ambientale. I residui di macellazione sono un potenziale veicolo per la diffusione di agenti patogeni, in grado di trasmettere malattie all’uomo e agli animali domestici o selvatici, oltre a compromettere seriamente l’igiene e la sicurezza del sito e delle aree limitrofe, trattandosi, in particolare, di aree a uso pubblico.



