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Un nuovo Regolamento di polizia urbana disciplinerà la vita civile del capoluogo della Tuscia

VITERBO – CI è voluto quasi un secolo (e 90 emendamenti) ma Viterbo ce l’ha fatta a cambiare le norme e riscrivere la vita in città: approvate all’unanimità dal consiglio comunale nonostante le ultime dieci proposte di modifica.

Il nuovo regolamento di polizia urbana di Viterbo termina il suo percorso a palazzo dei Priori. Dopo le discussioni, gli emendamenti e le votazioni della commissione, il consiglio comunale dà l’ok definitivo all’insieme di norme che manda finalmente in pensione quello precedente, risalente addirittura al 1935.

In totale sono 40 gli articoli, mentre gli emendamenti proposti dall’opposizione e accettati dalla maggioranza sono stati circa 90, nella prima stesura, tutti recepiti e inseriti nella nuova versione portata in consiglio. E in quest’ultima ne sono stati proposti ulteriori 10, discussi in seduta.

Nuove modifiche proposte dalla capogruppo del gruppo misto Letizia Chiatti. La più importante è l’equiparazione tra pubblico e privato riguardo multe e adempimenti, attraverso tre emendamenti ai 40 articoli, perché come spiega Chiatti: “Il regolamento contiene degli obblighi per i cittadini ma non per le amministrazioni pubbliche. E faccio particolare riferimento alle norme riguardo il degrado degli immobili e degli spazi verdi. È un messaggio sbagliato”.

Consiglio comunale che si blocca dopo il parere tecnico negativo della ragioneria. A tal proposito risponde la sindaca Chiara Frontini: “C’è bisogno di mettere in sicurezza il patrimonio pubblico e l’intenzione dell’amministrazione è quella. Sono d’accordo sulla filosofia che dobbiamo essere i primi a dare il buon esempio, ma il parere negativo contabile non ci permette di dare parere positivo”.

Ma tutta la minoranza chiede di sospendere la seduta per cercare una linea comune sui tre emendamenti, anche per evitare un voto negativo a un regolamento deciso coralmente con la maggioranza. Circa un’ora di dialogo tra i capigruppo e alla fine l’accordo viene trovato. Chiatti ritira gli emendamenti e tutti i capigruppo ne propongono una versione aggiornata, che riceve l’ok tecnico e politico: tolta la parola “privati” e per il pubblico le norme, e quindi le sistemazioni, sono obbligatorie solo se permettono il rispetto degli equilibri di bilancio.

Passa anche un altro emendamento (con voto contrario di Pd, FdI e Per il bene comune) presentato sempre da Chiatti riguardo il divieto di gioco a calcio nel centro abitato, esclusi gli “spazi adeguati”. Tra le proposte della consigliera, invece, non accettate, quella per vietare il passaggio delle biciclette e monopattini sulle aree pedonali (parere tecnico negativo, ma la giunta lo accoglie come raccomandazione) con particolare riferimento ai marciapiedi.

È una rivoluzione di norme che andrà a regolare quasi ogni aspetto della vita dei cittadini. Dalla convivenza con gli animali domestici, tra cui l’obbligo della bottiglietta d’acqua per pulire i bisogni dei cani, alla lotta al degrado, come la norma che prevede che i privati denuncino e successivamente puliscano i graffiti presenti sui muri o quella relativa al divieto di buttare i mozziconi di sigaretta a terra, fino allo stop dell’utilizzo di animali nel circo.

Con il nuovo regolamento si eviterà anche il continuo ricorso alle ordinanze sindacali contigibili e urgenti, ma che poi sono ripetizioni che avvengono regolarmente ogni anno. È l’esempio degli articoli 10 e il 22: il primo è la cosiddetta regola anti-bivacco che vieta il mangiare all’aperto in luoghi d’interesse, mentre il secondo obbliga i locali a non somministrare bevande e drink in recipienti di vetro o allumino all’aperto.

Attenzione anche per le abitazioni: dal divieto di utilizzare i balconi per accumulare materiale, all’obbligo di assicurare il corretto funzionamento degli allarmi che dovranno essere tarati per non suonare ininterrottamente per non più di 20 minuti, fino alla manutenzione degli immobili sfitti per evitare l’occupazione delle case.