Malattie professionali: crescono nel Lazio, aumentano tumori e disturbi psichici. Boom a Latina e nel pontino
VITERBO – Cresce, nel Lazio, il numero delle denunce di malattia professionale nel primo bimestre del 2026 lo denuncia la Cgil Lazio che ha analizzato i dati Inail aggiornati al 28 febbraio. L’incremento più marcato si registra a Latina, dove le denunce passano da 151 a 261. “Un quadro che continua a destare forte preoccupazione”, commenta la Cgil Lazio.
“Quasi tutte le province della regione registrano un aumento rispetto al primo bimestre del 2025. L’incremento più marcato, come sottolineato, si registra a Latina, dove le denunce sono cresciute di oltre 60 in un anno, seguita da Rieti, che vede quasi raddoppiare i casi da 67 a 117. Crescono anche Roma, da 346 a 374 denunce, e Viterbo, da 84 a 99. Frosinone è l’unica provincia in controtendenza, con un calo da 219 a 165 denunce. Sul piano di genere, l’aumento riguarda soprattutto gli uomini, le cui denunce passano da 644 a 783, mentre tra le donne si registra un incremento più contenuto, da 223 a 233”.
“Dall’analisi per tipologia di patologia emergono segnali molto allarmanti. Le denunce per tumori di origine professionale aumentano da 11 a 15 casi e rappresentano un’emergenza che richiede interventi immediati. Il dato più inquietante emerge dal confronto mensile: nel solo febbraio 2026 le denunce per tumori risultano più che raddoppiate, passando da 3 a 7 casi. Si tratta della drammatica eredità di esposizioni lavorative pregresse che oggi presentano il conto e che rendono ancora più urgente rafforzare la sorveglianza sanitaria. Allo stesso tempo, si registra un preoccupante aumento dei disturbi psichici e comportamentali, passati da 2 a 9 casi, segno evidente di un peggioramento delle condizioni di benessere organizzativo e lavorativo. Crescono poi le malattie del sistema respiratorio, che passano da 6 a 10 denunce, quelle dell’orecchio, da 17 a 22, e le malattie della cute e del tessuto sottocutaneo, che passano da zero a 2 casi. Di fronte a questi numeri è indispensabile rafforzare prevenzione, controlli, sorveglianza sanitaria e tutele nei luoghi di lavoro. La salute delle lavoratrici e dei lavoratori deve tornare al centro, contrastando condizioni di lavoro usuranti, rischi sottovalutati e modelli organizzativi che producono danni sempre più evidenti”.



