‘Ndrangheta, blitz della polizia in tutta Italia: arresti anche in provincia di Viterbo
VITERBO – La procura di Catanzaro ha dato il via ai mandati riguardanti un clan mafioso attivo tra le province meridionali e il nord Italia. Le indagini hanno toccato pure la Tuscia.
Per smantellare questa rete sono scesi in campo circa 350 uomini della polizia di stato, supportati dal servizio centrale operativo e dalle unità della squadra mobile di Vibo Valentia. L’intervento ha visto la partecipazione di reparti specializzati, tra cui le unità cinofile antidroga, gli artificieri e il reparto volo. Gli agenti hanno setacciato diverse località, comprese alcune aree del viterbese, per assicurare alla giustizia i componenti di un gruppo che, secondo gli inquirenti, utilizzava metodi brutali per imporre il proprio controllo e gestire il trasferimento fraudolento di valori.
Dalle prime luci dell’alba di mercoledì 8 aprile la polizia di stato ha dato il via a una vasta operazione che ha interessato diverse province italiane, tra cui quella di Viterbo. Gli investigatori hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 54 soggetti, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso. L’inchiesta, coordinata dalla procura distrettuale di Catanzaro, ha acceso i riflettori sulla “Locale dell’Ariola”, una potente consorteria della ‘ndrangheta che fa capo alle famiglie Emanuele e Idà di Gerocarne. Di queste persone, quarantasei sono finite in carcere mentre per altre 8 è scattato l’obbligo di dimora.
Le accuse descrivono un panorama criminale allarmante che va ben oltre i confini calabresi. Si parla di tentato omicidio, estorsione, detenzione di armi ed esplosivi, ma anche di episodi di crudeltà come l’uccisione di animali e minacce a pubblico ufficiale. Un ruolo centrale era rivestito dal traffico di sostanze stupefacenti, settore in cui l’organizzazione avrebbe intessuto legami solidi su tutto il territorio nazionale.



