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Viterbo; il Biodigestore, preoccupano i venti camion al giorno sulla via Francigena: “Cammino e pellegrini a rischio”

VITERBO – Il progetto per la realizzazione dell’impianto biodigestore sulla strada Moglianelle, a Viterbo, registra una novità sostanziale mentre si trova al vaglio della conferenza dei servizi per ottenere le necessarie autorizzazioni. La società Castelleone Biometano ha infatti depositato una variante al piano originario che modifica la viabilità dei mezzi pesanti destinati al trasporto del combustibile. Non si passerà più dal vecchio percorso che richiedeva l’allargamento di strada Casette e il conseguente innesto sulla Martana. Al suo posto compare una soluzione alternativa che riguarda la zona di Monterazzano e anche i percorsi della via Francigena e Romea strada.

Secondo quanto contenuto nella relazione della società, l’itinerario alternativo si sviluppa su una lunghezza di circa 8 chilometri e mezzo. I camion dovrebbero immettersi dalla strada Tuscanese, da lì procederebbero lungo strada Monterazzano, percorrerebbero un breve tratto di strada Castiglione e infine si immetterebbero su strada Casetta fino all’incrocio con strada Moglianelle, raggiungendo così l’area della struttura. Proposte modifiche alla viabilità d’accesso all’impianto, sollevando forti timori per pellegrini e mezzi pesanti costretti a usare lo stesso percorso: le associazioni europee di via Francigena e Romea strada scrivono al Comune di Viterbo.

I proponenti sottolineano che questa opzione permette di evitare costosi adeguamenti infrastrutturali tra la strada provinciale 7 e via Casetta, azzerando le procedure di esproprio dei terreni limitrofi e sfruttando arterie provinciali con una geometria più favorevole ai mezzi pesanti.

La nuova soluzione ha però sollevato immediate e profonde preoccupazioni sul fronte della tutela del patrimonio storico e culturale. Il nuovo tracciato andrebbe infatti a sovrapporsi parzialmente con la via Francigena e la Romea strada, due dei cammini storici più importanti d’Europa. Pellegrini e autobotti si troverebbero fianco a fianco nel tratto del percorso.

Il primo forte grido d’allarme arriva da Francesco Ferrari, presidente dell’Associazione europea delle vie Francigene: “L’ipotesi di utilizzo di tale tratto per il transito quotidiano di mezzi pesanti comporterebbe rischi per la sicurezza dei pellegrini, compromettendo al tempo stesso la fruibilità, la godibilità e la valorizzazione di un itinerario di alto valore culturale, spirituale e ambientale. È evidente che interventi infrastrutturali di questa natura rischiano di compromettere l’immagine e la coerenza di un percorso riconosciuto a livello europeo e candidato a un riconoscimento mondiale”.

Gli fanno eco le considerazioni inviate da Raimondo Sinibaldi, alla guida dell’Associazione europea Romea strada: “Il segmento di Romea strada interessato è frequentato da un numero crescente di pellegrini e camminatori che scelgono la nostra via per ragioni di fede, salute e turismo lento. La vicinanza del nuovo impianto richiederà inevitabilmente una viabilità di servizio per mezzi pesanti, la cui intensità e natura potrebbero compromettere seriamente la sicurezza e l’esperienza di cammino dei fruitori dell’itinerario”.

Ora saranno gli uffici tecnici e alla conferenza dei servizi, che dovranno soppesare le esigenze logistiche della società proponente e la salvaguardia di percorsi turistici dal valore inestimabile.