Megaparco eolico, Il governo fa marcia indietro. Frontini: “La Tuscia ha fatto sentire la propria voce”
Niente parco Eolico nella Tuscia. Il governo revoca le autorizzazioni alla costruzione del mega impianto che avrebbe sottratto terreno all’agricoltura.
Dopo mesi di polemiche, mobilitazioni e prese di posizione istituzionali, arriva una svolta sul progetto del megaparco eolico “Energia Viterbo”. Il Consiglio dei Ministri ha infatti revocato il via libera all’impianto, una decisione che viene accolta con favore dal territorio della Tuscia, da tempo mobilitato contro un progetto ritenuto troppo impattante sul paesaggio e sulle aree agricole della provincia.
A commentare il provvedimento è la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, che parla di “vittoria del buon senso” e di un segnale importante arrivato dal Governo dopo le forti contestazioni espresse da enti locali, cittadini e comitati.
La posizione della sindaca di Viterbo
“Accolgo con soddisfazione la decisione del Consiglio dei Ministri di revocare il via libera al progetto del megaparco eolico ‘Energia Viterbo’. Ha vinto il buon senso”, ha dichiarato Frontini.
La sindaca sottolinea come la Tuscia abbia già dato “un contributo importante alla realizzazione dei grandi impianti per le energie rinnovabili”, pagando però “un prezzo altissimo in termini di tutela del paesaggio e del suolo agricolo”.
Frontini precisa che nelle prossime ore il Comune analizzerà nel dettaglio gli atti per capire se si tratti di “una sospensione temporanea o di uno stop definitivo”, ma evidenzia comunque il valore politico del segnale arrivato da Roma.
“Un progetto incompatibile con il territorio”
Secondo la sindaca, l’amministrazione comunale si è opposta fin dall’inizio al progetto perché considerato “incompatibile con le caratteristiche del nostro territorio”.
“Lo abbiamo fatto insieme alla Provincia di Viterbo, ai sindaci della Tuscia, ai comitati e ai cittadini che in questi mesi hanno fatto sentire con forza la propria voce”, ha aggiunto.
Frontini ribadisce inoltre che il Comune sostiene la transizione ecologica e lo sviluppo delle energie rinnovabili, ma ritiene che tali scelte non possano essere “calate dall’alto” senza tenere conto delle peculiarità locali.
Tutela del paesaggio e del patrimonio della Tuscia
Nel suo intervento, la sindaca richiama il valore del patrimonio paesaggistico, agricolo, storico e archeologico della provincia di Viterbo, definendolo un bene che “merita tutela e rispetto”.
“La Tuscia è già un territorio saturo dal punto di vista degli impianti”, sostiene Frontini, che invita a costruire il futuro energetico del Paese attraverso un equilibrio tra sviluppo e salvaguardia delle comunità locali.
Ringraziamenti a istituzioni e cittadini
La prima cittadina ha infine rivolto un ringraziamento alla Provincia, ai sindaci della Tuscia, ai comitati, alle associazioni e ai cittadini che hanno partecipato alla mobilitazione contro il progetto.
Un ringraziamento è stato rivolto anche all’onorevole Mauro Rotelli “per il lavoro svolto nel rappresentare le istanze del territorio presso il Governo” e alla Regione Lazio, indicata come promotrice dell’istanza che ha portato al riesame del progetto da parte dell’esecutivo nazionale.
“Continueremo a vigilare affinché il futuro energetico del Paese sia costruito nel rispetto delle comunità e delle peculiarità dei territori, difendendo l’identità della nostra provincia da qualsiasi futura speculazione”, conclude Frontini.



