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Bassano Romano, discarica abusiva in un terreno agricolo: sequestrata un’area con 455 metri cubi di rifiuti

Un’area agricola trasformata in una discarica abusiva, con centinaia di metri cubi di rifiuti speciali accumulati e uno scarico di reflui industriali non autorizzato. È quanto hanno scoperto i Carabinieri Forestali nel corso di un’attività di controllo ambientale in località Fonte del Grillo, nel territorio comunale di Bassano Romano.

L’operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale del Gruppo Carabinieri Forestale di Viterbo, in collaborazione con il Nucleo Carabinieri Forestale di Vejano e con il supporto dei tecnici dell’Asl e di Arpa Lazio.

Nel corso degli accertamenti è stata individuata un’area di circa 455 metri quadrati sulla quale risultavano abbandonati circa 455 metri cubi di rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi. Tra i materiali rinvenuti figurano pneumatici fuori uso, rottami ferrosi, legname, plastica, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, frigoriferi, scaldabagni, forni a microonde, materiali da demolizione e numerosi rifiuti ingombranti.

Particolare attenzione è stata riservata alla presenza di resti di coperture in ondulina che, secondo i primi accertamenti, potrebbero contenere amianto. Per questo motivo saranno effettuate ulteriori verifiche tecniche per stabilire con certezza la natura del materiale rinvenuto.

Durante i controlli, i militari hanno inoltre accertato uno scarico diretto sul terreno di reflui industriali provenienti da un’attività zootecnica ad indirizzo ovino, effettuato in assenza delle necessarie autorizzazioni previste dalla normativa ambientale.

Le indagini hanno portato all’identificazione del presunto responsabile, denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Viterbo per abbandono di rifiuti pericolosi e scarico non autorizzato di acque reflue industriali.

Su disposizione dell’Autorità giudiziaria, l’intera area è stata sottoposta a sequestro penale probatorio. Parallelamente sono state avviate le procedure amministrative per la rimozione dei rifiuti e il ripristino dello stato dei luoghi, interventi che dovranno essere eseguiti a carico del responsabile.

Secondo gli investigatori, la presenza incontrollata di rifiuti e lo sversamento di reflui rappresentano un potenziale rischio per l’ambiente, con possibili conseguenze per il suolo, il sottosuolo e le falde acquifere. Particolare preoccupazione desta l’eventuale presenza di materiali contenenti amianto, sostanza che, se deteriorata e dispersa nell’ambiente, può rappresentare un grave pericolo per la salute pubblica.

Le indagini proseguono per accertare tutti gli aspetti della vicenda e verificare eventuali ulteriori responsabilità.