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Archeologia a Viterbo: scoperte sepolture su un lato esterno con mosaici e terme – Recuperato il corredo funerario

BOMARZO – Tre tombe di bambini nell’area della villa romana riemersa a Vallebona. A segnalarle è la soprintendenza. Le sepolture si trovavano su un lato esterno del complesso e gli archeologi avanzano anche un’ipotesi sull’identità dei piccoli defunti. Riorganizzazione del carcere “Nicandro Izzo” via i boss mafiosi chiude il 41-bis

VITERBO – Avviata la riorganizzazione del penitenziario Mammagialla del capoluogo della Tuscia le decine di reclusi pericolosi diretti verso la Sardegna: il piano ministeriale ad alta sicurezza consente di recuperare ampie aree interne.

Il carcere Nicandro Izzo di Viterbo volta pagina e chiude la propria sezione destinata al regime di carcere duro. La dismissione dell’area riservata al 41-bis all’interno della struttura di Mammagialla rientra in un’ampia manovra coordinata a livello centrale dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, culminata con il trasferimento contestuale di 88 detenuti verso la Sardegna.

L’attività operativa, condotta con rigidi standard di riservatezza e sicurezza dal gruppo operativo mobile, ha interessato in totale nove istituti penitenziari distribuiti su tutto il territorio nazionale.

I reclusi finora ospitati a Viterbo e nella vicina struttura di Terni sono stati destinati alla sezione speciale del carcere di Uta, nei pressi di Cagliari, recentemente ristrutturata e affidata alla vigilanza del locale reparto operativo mobile.

L’esecuzione del piano ha richiesto un imponente spiegamento di forze sul campo. Sono scesi in azione oltre 220 operatori della polizia penitenziaria appartenenti ai reparti territoriali e alle unità specializzate, supportati dai velivoli della guardia di finanza e da aliquote della polizia di stato e dell’arma dei carabinieri. Nel medesimo contesto operativo sono state eseguite perquisizioni straordinarie nei reparti di massimo rigore di Roma, Parma e Nuoro.

Il piano nei dettagli e le finalità della riorganizzazione è stato illustrato dal sottosegretario alla giustizia, il senatore di FdI Alberto Balboni, che ha messo in risalto il valore gestionale dell’intervento: “Questa seconda fase operativa del progetto di riorganizzazione del regime speciale consente di recuperare importanti spazi detentivi attraverso l’intera chiusura delle sezioni 41-bis di Viterbo e di Terni”.

L’intervento a Mammagialla non modifica l’impianto sanzionatorio applicato ai vertici della criminalità organizzata, ma punta ad accentrarne la gestione logistica. Su questo punto Balboni ha ribadito la ferma impostazione politica dell’esecutivo, definendo il carcere duro come “il principale strumento di contrasto alla mafia e l’ultimo baluardo della sicurezza nazionale”, spesso preso a modello anche da osservatori esteri.