Chiude la scuola di San Faustino e un pezzo d’anima di Viterbo
VITERBO – È partito il nuovo anno scolastico, con i problemi di sempre e per alcuni istituti con la mancanza di alunni e la conseguente chiusura. È il caso della scuola paritaria del quartiere San Faustino di Viterbo. Un silenzio innaturale, che pesa più del solito tra i vicoli. A settembre, quando l’aria comincia a rinfrescarsi e la città riprende il suo ritmo, via Santa Maria Liberatrice si accendeva di un vociare squillante, i passi affrettati, grembiulini stirati e zaini ancora troppo grandi per spalle così piccole. Quest’anno no. Quest’anno il grande portone in legno dell’istituto è rimasto chiuso: la scuola paritaria San Faustino ha chiuso i battenti, lasciando dietro di sé una voragine di nostalgia e quasi sessant’anni di vita vissuta.
Non era semplicemente una scuola. Tra quelle mura antiche per decenni sono passate generazioni di viterbesi, sono entrate da quel portone, stringendo la mano della mamma per uscirne, anni dopo, un po’ più grandi e pronti ad affrontare il mondo. Dall’asilo alle elementari, nelle calde giornate estive o dei freddi e, a volte innevati, inverni, la scuola è stata una seconda casa, un rifugio sicuro dove si imparava a leggere e a scrivere, ma soprattutto a voler bene.
A custodire quel micromondo c’erano loro, le suore, affiancate negli anni da maestre laiche che condividevano la stessa vocazione all’accoglienza. Figure che il tempo non potrà scalfire dalla memoria collettiva. Chiunque sia passato per quelle aule avrà il ricordo di una dolcezza d’altri tempi. Erano loro ad asciugare i pianti dei primi giorni di distacco, a riempire i corridoi di quel profumo inconfondibile di pranzi cucinati con amore. È il segno dei tempi che cambiano, la riduzione delle nascite che inesorabile avanza nel nostro Paese? Forse sì, resta il rammarico che per quasi sessant’anni di storia quest’anno il portone in legno della scuola è rimasto chiuso, segnando la fine di un’epoca. I ricordi, quelli resteranno vivi nelle generazioni che l’hanno frequentata. Ricordi indelebili nelle menti degli allievi cresciuti fra quelle mura.



