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Viterbo: professione abusiva di estetista in un postazione nel centro benessere chiusa dal Comune

VITERBO – Dopo i controlli dei carabinieri del Nas che hanno riscontrato l’assenza della Scia per una ditta individuale autonoma operativa da oltre un anno in un centro estetico, arriva l’ordinanza del Comune che decreta il divieto immediato di prosecuzione per un’attività di estetista operante abusivamente a Villanova. È bene precisare che il provvedimento non colpisce la struttura principale, che resta regolarmente operativa, bensì una singola postazione gestita in totale autonomia da una ditta individuale esterna priva delle dovute autorizzazioni.

La vicenda ruota attorno alla formula contrattuale del cosiddetto “affitto di cabina”. Si tratta di una tipologia contrattuale sempre più diffusa attraverso cui il titolare di un salone di bellezza o di acconciatura concede l’uso esclusivo di un singolo spazio attrezzato a un professionista autonomo abilitato. In questo schema chi prende in locazione la postazione non è un dipendente, ma un imprenditore a tutti gli effetti, che gestisce la propria clientela in piena indipendenza ed è tenuto a possedere una propria partita Iva e ad adempiere personalmente a tutti gli obblighi amministrativi, igienico-sanitari e fiscali previsti dalla legge, compresa la formale segnalazione di avvio attività.

Proprio su questo fronte si sono concentrate le verifiche dei carabinieri del Nas di Viterbo, che ad agosto hanno eseguito un’ispezione nell’attività. Dagli accertamenti dei militari è emerso che l’operatrice esercitava la professione all’interno del salone ospitante sin dal settembre 2025. Come evidenziato nell’atto dirigenziale, l’attività è stata svolta “in totale assenza della prescritta segnalazione certificata di inizio attività (Scia)”.

I riscontri d’ufficio hanno confermato che la ditta individuale non aveva mai depositato alcun titolo abilitativo per operare in quell’immobile. Nell’ordinanza si richiama con fermezza la ratio del divieto, sottolineando che “l’esercizio dell’attività estetico-professionale in assenza dei titoli abilitativi previsti dalla normativa vigente pregiudica la tutela della salute pubblica, la sicurezza dei consumatori e la regolare concorrenza del mercato”.

Per queste ragioni, palazzo dei Priori ha ritenuto “necessario e improcrastinabile adottare un provvedimento di divieto di prosecuzione dell’attività e di contestuale chiusura dell’esercizio abusivo, al fine di ripristinare la legalità ed evitare l’indebito prosieguo dell’attività non segnalata”. L’atto è stato notificato alla diretta interessata e al responsabile della struttura ospitante, oltre a essere inoltrato al Nas e alla polizia locale per la vigilanza sul rispetto dell’interdizione.