Da Viterbo in barca sul Tevere per protestare contro le scorie radioattive
Una singolare protesta, a bordo di un battello su cui sventolano decine di bandiere gialle, si è svolta sabato sul fiume Tevere. Sul natante viaggiano manifestanti provenienti dalla Tuscia che contestano l’ipotesi di localizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi nel territorio della Tuscia.
I dimostranti sono partiti dall’approdo di Mare Vivo e allo sbarco a ponte Garibaldi hanno tenuto un presidio in piazza Gioacchino Belli a Trastevere. L’idea è quella di unire simbolicamente Viterbo e Roma. La protesta “è la richiesta di un territorio, sindaci, associazioni, movimenti e cittadini, di essere ascoltato prima che si decida del suo futuro – spiegano in una nota gli organizzatori -. La Tuscia ha già espresso, in ogni sede istituzionale e democratica disponibile, la propria contrarietà. Oggi il no arriva fin dentro Roma, perché la salute, la terra e il futuro di una comunità non si negoziano per decreto. Il governo ascolti una voce che è già unanime”.
I battelli sono partiti stamattina da Scalo de Pinedo e hanno raggiunto l’Isola Tiberina intorno a mezzogiorno, dove la manifestazione si è conclusa con un incontro pubblico. Al presidio di piazza hanno partecipato, tra gli altri, il presidente del Municipio Roma VIII Amedeo Ciaccheri, i consiglieri comunali Sandro Luparelli e Michela Cicculli di Sinistra civica ecologista, Gianmarco Palmieri del Partito democratico, e i consiglieri regionali Claudio Marotta di Sce e Valerio Novelli del Movimento 5 stelle. Numerosi anche i sindaci del viterbese.



