La produzione delle nocciole cresce del 50% nella Tuscia, cauto ottimismo di Coldiretti
VITERBO – Tira un respiro di sollievo la filiera della nocciola nella Tuscia. Dopo la disastrosa annata 2025, la produzione quest’anno è stimata in crescita del 50%, secondo le elaborazioni di Coldiretti. Un dato positivo per uno dei comparti agricoli più importanti e identitari del territorio, anche se non sono mancate le difficoltà.
I dati di Coldiretti, con la raccolta ancora in corso e nonostante temporali, siccità e cimice asiatica, mostrano una decisa ripresa nel 2026 dopo la disastrosa annata 2025.
I recenti temporali estivi, infatti, hanno provocato danni ingenti in diverse località della provincia, tanto da spingere Coldiretti Viterbo a chiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale per i comuni maggiormente colpiti. In generale il settore continua, tuttavia, a fare i conti con gli effetti della siccità e con la presenza di parassiti come la cimice asiatica, responsabile in diverse aree della cascola precoce dei frutti e della presenza di nocciole vuote.
A livello nazionale la raccolta delle nocciole è in ripresa. Coldiretti, con le operazioni ancora in corso, stima una produzione di circa 750mila quintali, il 10% in più rispetto al 2025, ma ancora lontana dal potenziale produttivo italiano di circa un milione di quintali. L’Italia è il secondo produttore mondiale, con circa 100mila ettari coltivati, e può contare su tre eccellenze certificate: la Dop nocciola romana e le Igp Piemonte e Giffoni.
Nel quadro nazionale, il dato del Viterbese rappresenta una delle notizie più positive. Dopo un 2025 che aveva praticamente azzerato i raccolti di numerose aziende, quest’anno la produzione della Tuscia è stimata in aumento del 50%. Un recupero importante per gli agricoltori, anche se il bilancio definitivo dovrà tenere conto dei danni provocati dagli eventi meteorologici estremi delle ultime settimane.
Il risultato arriva nonostante le difficoltà affrontate dalle aziende agricole: “Il risultato raggiunto dalla Tuscia, come sottolinea Coldiretti, assume ancora più valore considerando le difficoltà affrontate dalle aziende, tra siccità, parassiti e fenomeni meteorologici estremi”.
Le imprese agricole della Tuscia hanno dimostrato capacità e tenacia portando avanti produzioni di qualità come la nocciola romana inserita fra le etichette Dop.



