* PRIMO PIANOCronaca

Due condanne per la cocaina sequestrata a Monte Romano

Sei anni di reclusione e 26 mila euro di multa ciascuno sono stati inflitti dal tribunale di Viterbo a una donna olandese e a un allevatore di Monte Romano, coinvolti in un procedimento sul traffico internazionale di droga.

La sentenza, per un totale di 12 anni di carcere e 52 mila euro di sanzioni, riguarda il sequestro di oltre 14 chili di cocaina avvenuto nel 2019 nella Tuscia.

La procura, rappresentata dalla pm Paola Conti, aveva chiesto otto anni di reclusione per entrambi gli imputati al termine della requisitoria.

Il processo si è svolto con rito ordinario davanti al collegio dei giudici.

Il marito della donna olandese, arrestato insieme agli altri due coinvolti, aveva invece scelto il rito abbreviato ed è stato condannato a sei anni, con lo sconto di un terzo previsto dalla procedura.

La vicenda risale alla sera del primo marzo 2019, quando i carabinieri fermarono a Monte Romano tre persone: i due coniugi olandesi e un uomo residente da anni nel comune della Tuscia, originario della Sardegna e allevatore.

I tre viaggiavano su due automobili, con il pastore alla guida della prima e la vettura della coppia olandese a breve distanza.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, i mezzi erano diretti verso una zona di campagna, dove avrebbe dovuto avvenire la consegna dello stupefacente.

La perquisizione portò alla scoperta, nell’auto dei coniugi, di 12 involucri contenenti complessivamente più di 14 chili di cocaina.

La droga era nascosta in sottofondi realizzati appositamente per occultarla.

Dopo il sequestro scattarono gli arresti.

L’allevatore di Monte Romano ha sempre respinto le accuse, sostenendo di essere estraneo alla vicenda e vittima di un errore giudiziario. Per l’accusa, invece, sarebbe stato il destinatario della droga trasportata dalla coppia olandese.

La sentenza del tribunale di Viterbo arriva al termine del procedimento celebrato nei confronti dei due imputati con rito ordinario.Il caso era inserito in una più ampia inchiesta sul narcotraffico internazionale, sviluppata con il coinvolgimento di otto Paesi: Italia, Germania, Regno Unito, Norvegia, Danimarca, Svezia, Spagna e Paesi Bassi.

L’indagine era partita dalla Norvegia nel 2017 e nel settembre 2018 aveva assunto una dimensione internazionale con il coinvolgimento di Eurojust, l’agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria in materia penale.

Secondo la ricostruzione investigativa, il sistema avrebbe utilizzato camion carichi di frutta per trasferire ingenti quantitativi di droga dalla Spagna ai Paesi Bassi.

Attraverso una società di trasporti ritenuta coinvolta, gli stupefacenti sarebbero stati poi distribuiti in altri Paesi europei, con il reclutamento di camionisti e corrieri.

Tra questi, secondo l’accusa, ci sarebbero stati anche i coniugi fermati nel Viterbese.

Nel corso dell’inchiesta sono stati sequestrati complessivamente circa quattro tonnellate di hashish, 200 chili di anfetamine, 64 chili di cocaina, 45 chili di Mdma e 25 chili di eroina.

Le persone arrestate sono state undici, mentre cinquanta risultavano indagate soltanto in Norvegia.