A Viterbo da un report di Federlazio: introvabili autisti di camion e tecnici d’officina
VITERBO – I dati sull’occupazione nel nostro Paese non sono dei migliori, da decenni ormai. Esistono, tuttavia esistono categorie di lavori che non riescono a decollare per mancanza di manodopera.
Il fenomeno è diffuso nel capoluogo della Tuscia. A Viterbo, infatti, sembra un paradosso, mancano dai tecnici d’officina agli autisti di camion, lavori che sono introvabili a Viterbo. I dati analitici estratti dall’ultimo rapporto economico della Federlazio di Viterbo fotografano una realtà complessa, in cui più di sei imprese su dieci dichiarano l’impossibilità di completare gli organici aziendali.
I dati dell’indagine mettono a nudo i profili professionali più richiesti e introvabili nella Tuscia. Più di sei imprese su dieci registrano scatole dei curriculum totalmente vuote.
Il mercato occupazionale della provincia viterbese fa i conti con un cortocircuito occupazionale sempre più netto. Se da un lato la ricerca di un impiego resta una priorità per molti residenti, dall’altro le attività produttive del territorio si scontrano con una carenza di candidati pronti a entrare nei reparti.
Lo studio statistico condotto dall’associazione datoriale mappa con precisione i settori in cui la carenza di personale risulta più critica, delineando un podio ben definito. Al primo posto della classifica dei lavori introvabili nella Tuscia figurano i tecnici specializzati e gli operai qualificati, una tipologia di lavoratore che manca al 45% delle imprese intervistate e che penalizza i comparti della manifattura, della ceramica e dell’edilizia. Subito dopo si posizionano i profili generici e i conducenti di mezzi pesanti per la logistica, introvabili per il 17% delle realtà locali. Il terzo gradino della classifica è occupato invece dalle figure commerciali, dagli addetti alle vendite e dagli specialisti del marketing, un ambito in cui i gestori delle attività riscontrano forti difficoltà di inserimento.
L’aspetto più significativo dell’indagine riguarda le motivazioni che determinano questo stallo nelle assunzioni. Per il 42% delle aziende viterbesi il problema principale risiede nella totale assenza di riscontri agli annunci di lavoro, con scatole dei curriculum che rimangono vuote per mesi. Nel 20% dei casi, invece, i colloqui vengono effettuati ma si concludono con un nulla di fatto a causa dell’inadeguatezza delle competenze professionali dei candidati rispetto ai macchinari digitali e ai flussi di gestione richiesti dagli standard moderni.



