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Bomarzo (VT), il 10 e 11 ottobre riapre la biblioteca di Vicino Orsini

Dopo secoli, e per la prima volta, una selezione di volumi nelle edizioni appartenute a Vicino Orsini (1523-1585) sarà riportata nella camera segreta del signore di Bomarzo (VT) e committente del celebre boschetto manierista, conosciuto anche come Parco dei Mostri.

L’apertura straordinaria dell’appartamento privato di Palazzo Orsini, in programma il 10 e 11 ottobre, punta a ricostruire attraverso i libri il pensiero e l’immaginario che furono alla base della creazione del Sacro Bosco.

L’iniziativa è stata sostenuta dalla Fondazione Carivit, che ha accolto la richiesta di ospitarne la presentazione negli spazi di Palazzo Brugiotti con l’obiettivo di dare visibilità a un appuntamento considerato di particolare valore culturale per la Tuscia.

L’allestimento sarà realizzato nella Stanza delle Ceramiche, spazio caratterizzato dalle rose araldiche della casata Orsini e da un celebre volto di demone descritto anche da Manuel Mujica Lainez nel romanzo fantastico “Bomarzo”.

Il progetto nasce dal lavoro di ricerca di Antonio Rocca, direttore dell’Accademia di Belle Arti Lorenzo da Viterbo e curatore scientifico dell’iniziativa.

L’obiettivo è leggere il Parco dei Mostri attraverso il pensiero e le fonti del suo autore, andando oltre il solo impatto visivo del complesso monumentale.

Nei mesi in cui non poteva lavorare al giardino, la biblioteca rappresentava infatti per Orsini una fucina nella quale dare forma al proprio immaginario.

Angelo Ceccolongo, presidente della Pro Loco di Bomarzo, ricorda Vicino come un soldato, poeta e visionario capace di guardare oltre il proprio tempo e sottolinea il ruolo che esercitò anche nella città di Viterbo, dove fu chiamato a dirimere contese nobiliari e dove, per volere papale, gli fu dedicata la commedia teatrale “La Cangiaria”.

Il patrimonio librario esposto, in continuo accrescimento grazie ai ritrovamenti sul mercato antiquario internazionale, comprende fonti iconografiche e letterarie, testi dedicati a Vicino Orsini, volumi che lo citano e matrici concettuali del Parco.

Tra i testi figurano raccolte di poesie, epistolari e opere di Achille Bocchi, Paolo Giovio, Jacopo Sannazaro, Bernardo Tasso, Ludovico Domenichi, Annibal Caro, Annio da Viterbo, Francesco Sansovino, Giulio Camillo e Giuseppe Betussi.

L’iniziativa si inserisce anche nel percorso di valorizzazione di Palazzo Orsini.

Il sindaco di Bomarzo, Marco Perniconi, ha ricordato i recenti interventi che hanno riportato alla luce importanti affreschi del Cinquecento e il lavoro condotto dall’amministrazione per coinvolgere le scuole.

Le nuove scoperte, in sinergia con la Soprintendenza, saranno utilizzate per avvicinare i giovani alla storia dell’arte e rafforzare il legame tra il passato di Bomarzo e il suo futuro. Il progetto nasce da una rete che coinvolge enti locali, fondazioni e associazioni.

Francesco Aliperti, amministratore di Archeoares, ha sottolineato il contributo della società attraverso la propria esperienza nella gestione dei luoghi della cultura.

Alfonso Antoniozzi, per il Comune di Viterbo, ha evidenziato inoltre il valore dell’iniziativa nel percorso di Viterbo e della Tuscia verso la candidatura a Capitale europea della cultura 2033.